Stangata dei prezzi dell’energia in autunno: ecco i nuovi costi mostruosi!

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
08/09/2022

Caro bollette gas e luce e stangata prezzi dell’energia in autunno: ecco i nuovi costi mostruosi secondo le prime stime. Perché gas e luce aumentano, la situazione in Italia e in Europa, i limiti del mercato elettrico, quanto consumiamo noi italiani e soluzioni previste per contenere i rincari gas metano ed energia elettrica.

Stangata dei prezzi dell’energia in autunno: ecco i nuovi costi mostruosi!

Finite le vacanze, inizia la solita routine. Anzi no. La sorpresa del rientro è sgradita. Si tratta dell’aumento di tariffe e prezzi su diversi settori. Gli italiani vedranno rincari su beni alimentari, costo carburante e mutui, tutti con un unico comune denominatore: il caro bollette.

Tra settembre e novembre di quest’anno, il Codacons ha previsto un aumento di media di 711 Euro annuali per nucleo familiare rispetto agli anni scorsi.

Le spese energetiche sono quelle che danno veramente tanta preoccupazione: L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha annunciato ad ottobre che aggiornerà le tariffe di luce e gas. La cosa preoccupa ulteriormente i consumatori, che si aspettano rincari.

Ci si aspetta un 15% di aumento per la luce e l’incremento del 20% per quanto riguarda il gas. Questo significa 380 Euro in più per l’energia elettrica e 585 Euro per la componente gas, confrontando i dati delle forniture nel 2021.

Stangata dei prezzi dell’energia in autunno: ecco i nuovi costi mostruosi!

Il piano UE per evitare stangate: il Price Cap

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Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha fatto sapere dal Forum Bled in Slovenia che si sta studiando un intervento di emergenza per quanto riguarda una riforma del mercato dell’energia elettrica. Ormai è questione di ore, ma l’UE conta di raggiungere una intesa per quanto riguarda il Price Cap, il tetto ai prezzi dell’energia.

Sebbene lo scenario sia quello dell’interruzione delle forniture di gas a causa dei ricatti russi, l’UE vuole trovarsi preparata, cercando di diversificare i fornitori e cercando fonti preferibilmente non filorusse. Inoltre, si sta chiedendo di ridurre il consumo di questa fonte di energia per poter diminuire le importazioni.

Inoltre, gli Stati stanno studiando individualmente sconti per famiglie e aziende che hanno ricevuto o riceveranno bollette molto salate.

I limiti evidenti del mercato elettrico

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Anche la Germania si sta accodando agli altri Stati Membri, richiedendo il Price Cap e aprendo alla proposta del primi ministro italiano Mario Draghi, ovvero sganciare il prezzo dell’energia elettrica a quello del gas. Si vuole comunque prendere esempio da Spagna e Portogallo, i quali nonostante abbiano messo un tetto ai prezzi delle due fonti energetiche, hanno incrementato l’uso delle energie rinnovabili.

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Sul fronte italiano, il 7 settembre ci sarà un incontro tra staff tecnici in merito al modello di Price Cap proposto dall’Italia e che l’Olanda ha sempre rifiutato, in quanto le contrattazioni vengono svolte al mercato virtuale title transfer facility di Amsterdam. Nonostante questo, però, il prezzo della componente energia elettrica è altissimo e le conseguenze sull’economia si fanno sentire.

Come in Italia, le attività e le aziende si ritrovano bollette salatissime e sul fronte olandese iniziano le prime chiusure. In Italia, l’incognita elezioni del 25 settembre 2022 pesa e si attende un provvedimento che possa aiutare privati e imprese.

Il mercato olandese è un punto di riferimento per quanto riguarda lo scambio europeo di gas. Basta pensare che il costo a Megawatt è arrivato a 250 Euro, mentre Gazprom ha annunciato che gli aumenti potrebbero essere del 60% durante l’inverno, arrivando a 4mila dollari per mille metri cubi. Si rischiano incrementi folli, come quasi 400 dollari per megawattora.

Perché questi aumenti folli

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Ci sono diversi fattori che fanno schizzare i costi energetici alle stelle. Prima del conflitto russo e ucraino, c’erano già diverse tensioni. L’invasione russa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha avuto la conseguenza della riduzione del flusso. Il caldo eccezionale dell’estate ha portato a un consumo eccezionale delle materie prime con i condizionatori accesi per buona parte del tempo, mentre la siccità ha reso difficile l’uso per trasporto carburanti e altri beni.

Gli aumenti per quanto riguarda il gas si riflettono sulla componente energia elettrica. Per questo motivo, occorre capire come fare per svincolare il costo della luce dal gas e se, per quanto riguarda l’Italia, si possa sostituire il gas russo importando da altre Nazioni, ma il timore che non sia abbastanza aleggia come uno spettro.

Il problema è la semplice legge della domanda e dell’offerta: i consumi post pandemia Covid sono incrementati, la richiesta è aumentata e di conseguenza, i prezzi aumenteranno. L’obiettivo italiano è quello di arrivare a novembre con l’80% delle scorte di gas disponibili, considerando che attualmente con questa materia prima, si produce il 44% dell’energia elettrica.

I consumi dell’Italia

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Durante le freddissime giornate d’inverno, le stime indicano che i consumi di metano arrivino a sfiorare i 400 metri cubi giornalieri, per arrivare a 70 miliardi di metri cubi annuali. E l’Europa arriva a 413 miliardi di metri cubi annui. Le scorte sono arrivate all’80% ma che non basteranno, in quanto tutti si aspettano un inverno rigido.

Il 47% dell’energia elettrica in Italia viene prodotta col metano, per questo motivo si rischiano razionamenti, come d’altronde ha annunciato il Governo. La fetta rimanente si divide tra un 30-35% di produzione con fonti rinnovabili e fonti fossili, ovvero il carbone. Eppure, il costo componente energia in bolletta è sempre lo stesso.

Ulteriore fattore che incrementa il prezzo è che il gas viene trasportato con i metanodotti: dalla Russia fino a Tarvisio al confine italo-sloveno, dall’Olanda passando per Germania e Svizzera, dall’Azerbaigian passando per la Grecia per arrivare in Puglia e infine da Libia e Algeria. Solo il 25% del gas viene consegnato in Italia con le navi.

A quanto sembra, l’unica soluzione per cercare di arginare il problema sarebbe quella di ridurre i consumi o almeno controllarli, per non avere il bisogno di altre importazioni energetiche. Ma tutti sono già rassegnati a ricevere le stangate di autunno.