Condono edilizio 2022 ultime novità

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo

Avete scoperto che alcuni lavori edilizi eseguiti in casa non sono stati realizzati rispettando le normative vigenti? Avete paura che questa imprudenza possa essere oggetto di una sanzione per abuso edilizio? Non resta che attendere le ultime novità del condono edilizio previsto per il 2022: come funziona, di che cosa si tratta e soprattutto come condonare presunte irregolarità, nonché differenze tra sanatoria e condono edilizio.

Condono edilizio 2022 ultime novità

Non lo avete fatto apposta e magari eravate anche inconsapevoli di averlo commesso, oppure è parte integrante di una eredità e ve lo trovate tra capo e collo. O semplicemente, non li avete dato la giusta importanza. Stiamo parlando dell’abuso edilizio, un illecito che consiste nella realizzazione di un determinato intervento edile senza richiedere i permessi e le licenze necessarie, per qualunque tipo di motivo. Attualmente, si procede attraverso il condono edilizio o la sanatoria.

Il condono edilizio viene concesso dal Parlamento in quanto è una legge del tutto particolare, con valenza a tempo determinato, che permette attraverso delle modalità ben precise di mettersi in regola gli illeciti edilizi, nonostante la mancanza di permessi, ad esempio per un ampliamento.

Quand’è che si parla di abuso edilizio e soprattutto quando ci sarà un nuovo condono? Ecco tutto quello che c’è da sapere riguardo il condono edilizio 2022 ultime novità e soprattutto la differenza tra sanatoria e condono, in modo da non perdere tempo dietro a una pratica sbagliata ed onerosa.

Condono edilizio 2022 ultime novità

Condono edilizio 2022 e abuso edilizio

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Con il termine abuso edilizio si definisce un illecito realizzato tramite la realizzazione di un qualsiasi intervento edilizio, consapevole o inconsapevole. Il suddetto intervento non verrà quindi eseguito con i permessi e le autorizzazioni necessarie da parte del Comune o di altri enti. Non importa se sia un’opera di grandi o piccole dimensioni, è considerato un reato.

Ma secondo la legge, ogni cittadino potrà sanarlo corrispondendo allo Stato una somma di denaro. Praticamente, si incappa in questo illecito se l’intervento non viene indicato sulla planimetria di un edificio o comunque non viene documentato. Anche eventuali errori saranno considerati abuso.

Condono edilizio 2022: che cos’è e come funziona

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Il condono edilizio è un’ordinanza statale che permette ai cittadini di sanare una posizione irregolare e usufruire della cancellazione, completa o in parte, della relativa multa o sanzione. Per dare il via a questa misura particolare, ci vuole l’approvazione di una legge temporanea. Ecco spiegato per quale motivo non ci sono sempre i condoni edilizi. L’ultimo è stato nel 2003.

La ragione che spinge lo Stato a condonare degli abusi edilizi è una situazione di deficit delle casse pubbliche. Le entrate da condono rappresentano somme di denaro extra per poter sopperire a questa mancanza.

Differenza tra condono edilizio sanatoria

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Non bisogna confondere il condono con la sanatoria edilizia. Entrambi sono misure volte a sanare una situazione di irregolarità. Però, il condono ha la caratteristica di essere straordinario e di durata temporale limitata. Oltre la scadenza entro cui presentare la domanda, non sarà possibile regolare la posizione.

La sanatoria, chiamata anche accertamento di conformità, è una misura ordinaria sempre vigente in quanto prevista e sancita a norma di legge, per sanare delle irregolarità riguardanti le procedure. Però, per regolarizzare la posizione, la sanatoria prevede delle condizioni specifiche quali:

  1. Doppia conformità agli strumenti urbanistici;
  2. Assenza di contrasto con gli strumenti urbanistici.

Condono edilizio 2022: come fare richiesta

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Trattandosi di una normativa a carattere nazionale, nella stesura della Legge il Governo indicherà anche le modalità. Regioni e Comuni, con i loro piani regolatori, dovranno interessarsi a definire le modalità per redigere le varie pratiche.

Di solito, si richiede la compilazione di un apposito documento, da integrare con mappe e fotografie. Una volta compilato e integrato, sarà da consegnare agli Uffici Tecnici del Comune in cui è sito l’immobile interessato. Poi, di solito viene richiesta una relazione tecnica di un professionista (geometra, architetto o ingegnere civile).

Nel caso vorreste vedere a che punto sia una pratica di condono, richiedere informazioni sullo stato di lavorazione della stessa o altro, occorrerà presentarsi presso l’Ufficio competente con la documentazione relativa alla domanda.

Potrebbe essere che l’ufficio competente possa mettere a disposizione un numero di telefono o un sito Internet, in modo da controllare il tutto in via telematica tramite SPID.

Cosa si può regolarizzare col condono edilizio 2022

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Sarà il legislatore a definire l’oggetto specifico del condono. Potrebbero essere le opere realizzate per volumi maggiori di quelli consentiti, edifici realizzati in aree non edificabili, costruzioni eseguite in violazione delle norme sulle distanze e così via.

Condono edilizio 2022, quanto costa

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Quali sono i costi e le cifre del condono edilizio? Di solito, l’oblazione varia dai 60 ai 150 Euro per metro quadro, ma dipende dalla tipologia dell’abuso. Si fa presente che i cosiddetti oneri concessori vanno versati in anticipo al Comune. Inoltre, bisogna rispettare i criteri indicati nell’allegato del provvedimento.

Condono edilizio 2022, le date

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Fino ad ora, storicamente questa situazione si è verificata solo in 3 occasioni:

  1. Primo condono legalizzato tramite legge n. 47 del 1985;
  2. Secondo condono legale, legge 724 del 1994;
  3. Terzo condono grazie alla legge n. 326 del 2003.

Questo sarebbe pertanto il quarto condono, qualora venga approvata la legge relativa. 

Ad oggi, non ci sono ancora comunicazione ufficiali sul nuovo condono edilizio in merito a date e modalità, ma ci sono voci che possa verificarsi tra il 2022 e il 2023. Diciamo pure che le vicende sanitarie e politiche stanno rallentando di molto la discussione e la decisione finale. Non resta che monitorare il sito del Ministero delle Finanze o i siti del proprio Comune o di quello in cui è sito l’immobile, per non trovarsi  comunque impreparati.