Affitti di breve termine: guida completa per non avere brutte sorprese!

Affitti di breve termine, ne sentiamo parlare sempre più spesso ed il motivo sta proprio nella loro durata determinata e breve, mai superiore ai 18 mesi. Scopriamo 4 utili consigli, addentriamoci in questo settore che assiste, attualmente, ad un vero e proprio boom. Potremmo, magari, scoprire che si tratta di una delle formule di locazione più adatte alle nostre esigenze.

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Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

Affittare casa: spesso non è semplice, sia per i proprietari che per gli inquilini. Questi, specialmente, sono, a volte, costretti ad affittare un’abitazione per tanto tempo quando, in realtà, contratti della durata di pochi mesi sarebbero stati molto più che sufficienti. Gli affitti di breve termine risolvono questo problema: formule di locazione davvero interessanti che consentono di affittare un immobile (a patto che sia per uso abitativo) per pochi giorni, settimane o mesi (fino ad un massimo di 18).

Molto più semplici anche sul piano burocratico e fiscale, questi affitti di breve durata sono in costante espansione. Veri e propri boom si registrano nelle richieste, in particolare durante i periodi estivi e per le formule d’affitto turistiche, quindi inferiori ai 30 giorni. Conosciamo un po’ più da vicino l’affitto di breve termine e cerchiamo di comprendere se conviene, a chi e per quale ragione.

Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

1. Affitti di breve termine: cosa sono?

Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

Sempre più spesso si sente parlare di affitti di breve termine, chiamati anche temporanei, proprio grazie alla loro caratteristica, una durata ridotta. Se un canone di locazione normale prevede una durata di almeno 4 anni, per quelli temporanei non si può, in alcun caso, andare oltre i 18 mesi. Chiunque risulti proprietario di un’abitazione può decidere di dare in affitto il proprio appartamento con questa formula.

L’importante è rispettare quanto previsto dalla Legge 421 del 1998. Gli affitti brevi possono essere di due diverse tipologie, transitorio e turistico. Anche in questo caso, a fare la differenza è la durata, molto più breve nel secondo caso rispetto al primo. Anche l’obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è differente a seconda del tipo di affitto scelto: non per tutti, quindi, valgono le stesse regole.

Il contratto che prevede la stipula di affitti di breve termine deve riguardare, in via esclusiva, immobili da utilizzare per scopi abitativi. Esclusi, in tal senso, quelli ad uso commerciale.

2. Affitti di breve termine turistico e transitorio

Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

Gli affitti di breve termine, lo abbiamo anticipato, possono essere di due differenti tipologie, a seconda della durata. Il più breve è il contratto turistico che, si suppone, serva più che altro a turisti e vacanzieri che rimarranno, in quell’immobile, solo per la durata delle ferie, per poi andare via. Più lunghi i tempi (ma sempre entro i 18 mesi obbligatori per legge) per i contratti transitori stipulati, in genere, da lavoratori o studenti con particolari necessità di permanenza in un determinato luogo.

L’affitto breve turistico ha scopi, come si evince, turistici e non può durare più di 30 giorni. La normativa a cui fare riferimento è quella del D.L. 50 del 2017 che regola il tutto sia sul piano civile che fiscale. In particolare, si applicherà una cedolare secca a questi affitti e una ritenuta del 21% sull’ammontare del canone se ci si avvale di un’agenzia immobiliare.

Nonostante sia sufficiente una scrittura di tipo privato, è sempre consigliabile la stipula di un contratto in cui indicare tutti i dati necessari: quelli dell’abitazione, del proprietario, dell’inquilino, i dettagli del canone pattuito e gli eventuali servizi aggiuntivi (come la tassa di servizio). Non è prevista la registrazione all’Agenzia delle Entrate.

L’affitto breve transitorio è stipulabile, invece, per un massimo di 18 mesi. All’interno del contratto devono indicarsi il deposito cauzionale (almeno 2 mensilità) e le conferme inviate con raccomandata. Di norma il contratto di affitto breve transitorio non prevede la possibilità di essere rinnovato e non vi è necessità di indicare le tipologie di disdetta ammesse (nel caso di gravi problemi, è comunque possibile disdire).

Una volta giunto a scadenza, però, se sussistono ancora le condizioni presenti al momento della prima stipula, è possibile procedere con il rinnovo. Nel caso di contratto di affitto di breve termine transitorio è necessaria la registrazione all’Agenzia delle Entrate.

3. Affitti di breve termine: quali caratteristiche devono avere gli immobili?

Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

Gli affitti di breve termine sono possibili solo ed esclusivamente se gli immobili oggetto della procedura soddisfano alcuni requisiti. Quali sono? Possiamo riassumerli come segue:

  • i contratti devono essere stipulati esclusivamente ad uso abitativo. Gli immobili devono, quindi, avere un uso residenziale ed essere accatastati in una categoria che va dalla A1 fino alla A11 (escludendo la A10 che riguarda l’uso ufficio);
  • l’immobile deve essere agibile in ogni sua parte;
  • l’altezza del soffitto non deve essere minore di 2,70 metri (si tratta, comunque, di un parametro a livello regionale da stabilire con attenzione in base alla propria regione di residenza);
  • se destinato ad una sola persona deve essere di almeno 28 mq. La metratura aumenta a 38 mq nel caso di due inquilini;
  • la camera da letto deve essere nettamente separata dalla zona giorno;
  • ogni stanza dell’immobile deve essere dotata di almeno una finestra.

Abbiamo visto come i regolamenti siano redatti più che altro a livello regionale ma l’obiettivo è sempre comune: garantire la sicurezza dell’inquilino all’interno dell’immobile affittato.

4. Affitti di breve termine, convengono?

Affitti di breve termine: 4 consigli utili, quando conviene

Veniamo, adesso, al punto cruciale che interessa un po’ tutti. Gli affitti di breve termine convengono davvero? O è meglio orientarsi verso altre formule di locazione? In definitiva, questa tipologia particolare di affitto si dimostra molto conveniente e vantaggiosa sia dal punto di vista dei proprietari di casa che da quello degli inquilini. Questi ultimi, infatti, possono disporre di un immobile per un tempo breve e determinato da quelle che sono le loro personali esigenze, senza la necessità di locare un immobile per più tempo e inutilmente.

I vantaggi per i proprietari, poi, sono numerosi:

  • l’appartamento diviene facilmente una fonte di reddito con la possibilità di disporre del proprio immobile quando lo si desidera;
  • non vi sono tutti i vincoli sul piano burocratico che, invece, contraddistinguono le locazioni tradizionali;
  • le entrate, considerate per singolo mese, sono maggiori rispetto alla locazioni più lunghe (si stima che siano più vantaggiose con un +50%);
  • nessuna imposta di bollo dovuta negli affitti di tipo turistico;
  • sul piano fiscale è possibile optare per la cedolare secca al 21% senza quindi, alcun altro obbligo tipico, invece dei regimi fiscali ordinari.

Galleria idee e foto di affitti di breve termine

Adesso che abbiamo un po’ più chiaro tutto ciò che ruota attorno agli affitti di breve termine non rimane che dare un’occhiata alla nostra fotogallery. Al suo interno i richiami all’articolo che abbiamo appena letto, atti a rinfrescarci la memoria. Diamo un’occhiata!