Superbonus in scadenza, ditta con ritardi di consegna: come agire?

Autore:
Laura Scarpellini

Superbonus 110% ormai con le ore contate, tenendo conto della sua ormai prossima scadenza, per il 31 dicembre 2023. Sempre più spesso ci si trova a dover affrontare forti ritardi da parte delle ditte appaltatrici dei lavori, che slittano nella consegna. Ciò mette in discussione la cessione del bonus con aliquota 110%. Cerchiamo di capire come sia meglio agire, in tale situazione.

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Superbonus 110% e ritardo lavori: binomio impossibile

Nel campo dell’edilizia, purtroppo gli inconvenienti in cantiere sono all’ordine del giorno, tanto che normalmente si lascia un certo margine temporale, volto alla definizione del termine della consegna. Purtroppo negli ultimi tempi ci si confronta sempre più spesso, con ditte che non riescono ad effettuare la consegna dei materiali occorrenti per le lavorazioni, a causa  della mancanza di scorte in magazzino.

Altre volte invece accade che si renda latitante il subappaltatore, o il personale nel cantiere stesso. Tutto ciò concorre a ritardare la consegna nei termini stabiliti, dei lavori legati all’erogazione dei bonus edilizi. Di fatto si attende la chiusura del cantiere, per poter beneficiare della cessione dei crediti legati al 110%.

A tale quadro concorre certamente anche una mancanza di professionalità nell’andare a programmare quando stabilito in fase di capitolato d’appalto, anche se si manifesta nei maggiori dei casi un’altra eventualità. Può accadere infatti anche che la ditta appaltatrice una volta acquisito il lavoro, abbia rinunciato anche all’avvio del cantiere, dopo essersi dovuta scontrare con le difficoltà burocratiche dello sconto in fattura.

Ma volendo guardare oltre tali problematiche, cosa conviene fare alla committenza per non vedere vanificato l’investimento di capitale e la mancata fruizione del Superbonus 110%? Cerchiamo di comprendere quale sia la strada migliore da percorrere.

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Come sarà opportuno agire

Certamente una situazione del genere può creare un grande scompiglio, oltre che un grave danno economico, alla committenza.  Nel caso si verifichi l’abbandono del cantiere da parte della ditta appaltatrice, che aveva assunto l’incarico dei lavori entro una precisa scadenza, avvalendosi di uno sconto in fattura del 110% (non andando così a gravare nella maniera più assoluta sulla committenza) si verrà a manifestare una pesante inadempienza del contratto d’appalto.

Pertanto si potrà procedere ad una formale contestazione, senza alcuna ombra di dubbio. Pertanto la committenza dovrà agire velocemente, andando a formalizzare una diffida, inoltrandola a mezzo pec alla ditta appaltatrice. In tale comunicazione dovrà essere indicato un termine a breve, per la chiusura del cantiere, sottolineando i gravi danni che potrebbero conseguire da un mancato rispetto delle tempistiche, tra cui il mancato accesso al beneficio fiscale delle detrazioni.

Inoltre sarà da andare ad evidenziare un minuzioso conteggio dei danni economici che verranno conseguentemente imputati in caso del protrarsi dell’inadempienza.

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Direzione dei lavori: il peso delle responsabilità

Sarà bene però non farsi troppe illusioni, che tale situazione si possa risolvere semplicemente con l’invio di una pec. Spesso le imprese non si lasciano scalfire più di tanto da una giusta rivendicazione sulla chiusura dei lavori, come da contratto. Purtroppo sono molte le ditte che hanno una vita molto breve, e non sono assolutamente preoccupate dei possibili risvolti legali.

Ma cosa fare a questo punto? Sarà bene dare un’occhiata a quanto stabilito con il direttore dei lavori che ha l’onere di interporsi tra la committenza e l’appaltatore, fungendo da referente. A tal riguardo viene in aiuto il Nuovo Codice dei contratti pubblici di cui al Dlgs 36/2023, che riesce a fare chiarezza nelle situazioni di questo tipo.

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Certamente alla figura del direttore dei lavori, in caso di inadempimento contrattuale o ritardo nella consegna dei lavori, è richiesto di agire al meglio. Se non dovesse avvenire una presa di posizione attiva da parte sua, ecco che il professionista non dovrà fare altro che provvedere con la propria assicurazione, in quanto potrà essere formalmente coinvolto.

Resta inteso che tali valutazioni dovranno essere messe in campo sempre con l’ausilio di professionisti qualificati.