Superbonus 110% cessione del credito proroga

Il Superbonus 110% è tra le agevolazioni fiscali più “desiderate”. Introdotto nel 2020 con il D.L. Rilancio n.34/2020 nasce con lo scopo di incrementare i livelli di sicurezza di abitazioni ed edifici. Tra Super Ecobonus e Super Sismabonus, di cui si compone, si incentivano l’efficientamento energetico degli immobili e il loro adeguamento sismico. La detrazione si ottiene con lo sconto in fattura o con la cessione del credito con importanti novità a cui il Governo Draghi ha dato il via libera, tra cui una proroga fino al 2025 e sanzioni appesantite per i professionisti. Scopriamole!

Superbonus 110% cessione del credito proroga

Il Superbonus 110%: quante volte ne abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi? Un bonus con cui non ci si annoia mai e che risulta tra quelli destinati a dare una scossa importante a tutto il settore edile. Proprio attorno a questa misura, lanciata nel 2020, ruotano alcune delle notizie più importanti per tutti i contribuenti italiani.

Se abbiamo deciso, infatti, di ristrutturare casa e procedere con interventi che migliorino la sua sicurezza e la sua efficienza, è possibile approfittare della detrazione del 110% da applicare sulle spese sostenute per quello scopo e da ripartire in varie quote annuali di pari importo.

Tra le opzioni tra cui possiamo scegliere vi sono lo sconto in fattura e la cosiddetta cessione del credito. Le ultime novità a cui il Governo di Mario Draghi ha dato il via libera nelle ultime settimane ve ne sono alcune che riguardano proprio la cessione del credito.

Tra queste quella di cedere il credito fino ad un massimo di tre volte ma, dopo la prima libera, prevedendo per le altre due il ricorso ad un intermediario finanziario, come banche, poste o assicurazioni . Vediamo nel dettaglio cosa significa, cosa sta cambiando e come questo influirà su imprese e privati.

Superbonus 110%, via libera alla proroga fino al 31 dicembre 2025

Superbonus 110% cessione del credito proroga

Il Superbonus 110% non ha pace e viene ancora modificato. Dopo il blocco delle cessioni risalente appena al 17 febbraio 2022, le cose sono cambiate dopo pochissimi giorni. Adesso è possibile, come anticipato, la cessione del credito per tre volte, con alcune limitazioni importanti riguardo i possibili soggetti da coinvolgere (solo quelli accreditati in ambito finanziario). Per il resto, la proroga del Superbonus 110% prevista dal nuovo decreto è definibile come differenziata ed arriva al 31 dicembre 2025. Vediamo perché.

  • Proroga al 2023 con aliquota al 110% per gli edifici condominiali e per quelli, appartenenti a persone fisiche, che siano composti da due a quattro unità accatastate in maniera distinta l’una dall’altra;
  • Proroga al 2025 per le suddette tipologie di edifici differenziandone, però, le aliquote. In particolare, queste saranno pari al 70% per il 2024 e al 65% per il 2025.

Superbonus 110%, le ultime novità sulla cessione del credito e non solo

Superbonus 110% cessione del credito proroga

Ci sono delle novità importanti per tutti coloro che vorranno utilizzare, usufruendo del Superbonus 110%, della cessione del credito. Il Decreto Sostegni Ter aveva introdotto una limitazione importante a questa formula. Si era stabilito, infatti, che sarebbe stato possibile cedere il credito per una sola volta: cosa che aveva creato blocchi importanti al settore e minacciava di crearne di più seri. Gli intermediari, infatti, non accettavano la cessione dei crediti fiscali con ripercussioni importanti per le imprese.

Con il nuovo Decreto, il Governo ha invece disposto la possibilità di procedere con la cessione del credito per tre volte. L’operazione, però, andrà fatta in maniera libera per la prima volta mentre per le ulteriori due andrà rivolta esclusivamente a favore di intermediari accreditati come assicurazioni ed istituti di credito (poste o banca).

Questa nuova norma sta portando tanti istituti bancari, dopo essersi tirati indietro, a valutare il rientro nel mercato dei crediti fiscali. Poste Italiane, ad esempio, ha annunciato che ripartirà ufficialmente dal 7 marzo 2022. Si prospettano, però, tempi più lunghi rispetto al passato a causa delle verifiche da effettuarsi.

Il dubbio degli “addetti ai lavori” è quello che i tempi continueranno a rappresentare il tallone d’Achille di questo provvedimento. A risentirne potrebbero essere i flussi di cassa delle imprese dato che passerà diverso tempo dalla cessione del credito alla reale monetizzazione.

Superbonus 110%, uno sguardo alla cessione del credito 2022

Superbonus 110% cessione del credito proroga

Il Superbonus 110% permette di ottenere una detrazione del 110% da applicare sulle spese che si sono sostenute per interventi edilizi rientranti tra quelli ammessi per l’agevolazione. La scadenza, per il 2022, è stata fissata al 31 dicembre 2022 prorogabile al 30/06/2023 se i lavori risulteranno, a fine 2022, completi per almeno il 60%. Ci sono due vie per ottenere il beneficio: lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura prevede che l’impresa che effettua il lavoro applichi uno sconto in fattura che può arrivare al 100% dell’importo dovuto. Questo significa che il cittadino effettuerebbe i lavori praticamente a costo zero. Alle imprese verrà riconosciuto un credito d’imposta pari al 110% dello sconto fatto. Ecco un esempio pratico: l’impresa X ha eseguito lavori per 10.000 euro ed effettuato uno sconto in fattura pari all’intero importo. Riceverà un credito l’imposta pari al 110%, ovvero 11.000 euro (in quattro quote annue per il 2021 e quattro per il 2022).

La cessione del credito

In alternativa, i contribuenti potranno sostenere i costi delle opere fatte e decidere se usare la detrazione in compensazione (andando, quindi, a pagare meno tasse) o utilizzare la cessione del credito a terzi. In questo caso, avviene la cessione della detrazione fiscale ad enti terzi a fronte del rimborso dell’importo della detrazione. Ad esempio, Mario Rossi paga 5.000 euro alla ditta che ha eseguito i lavori a casa sua e cede il credito che gli spetta ad un intermediario (ad esempio la sua banca) ottenendo il cambio un importo in denaro pari a 5.000 euro.

I contribuenti dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate (che si occupa dei controlli e dell’erogazione del bonus) entro il 16 marzo 2023 (se i lavori sono stati effettuati nel 2022) se desiderano utilizzare l’una o l’altra forma. Dovranno quindi rinunciare al bonus in favore dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Sanzioni pesanti per i professionisti che dichiarano il falso

Superbonus 110% cessione del credito proroga

Le modifiche entrate in vigore con il nuovo Decreto n.13 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 febbraio 2022, hanno riguardato anche le eventuali sanzioni per i professionisti che si occupano di Superbonus 110% e della relativa cessione del credito. Diverse le novità previste in tal senso. In particolare si prevede che i tecnici abilitati che sbagliano (anche in assenza di malafede) siano puniti con il carcere da 2 a 5 anni e con una multa da 50 mila a 100 mila euro. Pene aumentate nel caso in cui i fatti siano commessi per conseguire ingiusti profitti per sé stessi o per gli altri.

Le nuove disposizioni pensate dal Governo Draghi ed inerenti tutto quanto detto fino a questo momento, dovrebbero (ed il condizionale è sempre d’obbligo) partire dal prossimo 1 maggio 2022.