È consentito affittare casa con un mutuo in corso? Comprare un immobile è una spesa dispendiosa e chi non ha a disposizione tutta la liquidità necessaria, può pensare di pagare il mutuo con il canone di locazione. Ma è permesso dalla legge? Come funziona e quali sono i vantaggi?

Buone notizie per chi desidera investire nell’acquisto di una casa: affittare l’immobile acquistato con un mutuo in corso è possibile, ma è importante capire se il canone di locazione si otterrà dall’affitto della prima o seconda abitazione. La differenza risiede nei benefici fiscali che variano notevolmente; nel caso di prima casa con mutuo, è possibile godere della detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi del mutuo fino a un massimo di 4.000 euro e sugli oneri bancari, le spese notarili. Cosa meno importante, non si paga l’IMU (Imposta Municipale Unica).
È doveroso precisare che al fine di conservare questi benefici, il proprietario ha l’obbligo di risiedere nell’immobile acquistato con mutuo entro un anno dall’acquisto. Inoltre, la casa comprata con mutuo in corso non deve appartenere alle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9).
Affittare casa con un mutuo in corso: i vantaggi

Se state pensando di affittare casa con mutuo in corso e vi state chiedendo se sia davvero conveniente, vi farà piacere sapere che i vantaggi sono numerosi sia per il proprietario dell’immobile che per l’inquilino. Affittare un appartamento con mutuo in corso permette di ottenere un reddito mensile utile a coprire le spese del mutuo e a migliorare la condizione economica del proprietario di casa. Ci sono anche casi in cui l’affitto copre integralmente le spese del mutuo.
Inoltre, con l’affitto di casa viene valorizzato il patrimonio immobiliare nel lungo termine. Infatti, il valore della casa potrebbe aumentare mentre continua ad essere in affitto. In questi casi, i proprietari hanno un guadagno potenziale nel caso di una futura vendita.
Anche gli inquilini possono trarre diversi benefici dal prendere in affitto un appartamento con mutuo in corso. Il canone di locazione, infatti, potrebbe essere leggermente inferiore rispetto ai prezzi di mercato e si ha maggiore possibilità di negoziazione rispetto alle case in affitto tradizionali. Ad esempio, è possibile chiedere un periodo di affitto più lungo oppure includere le spese accessorie nell’affitto.
I rischi
Uno dei rischi principali che corre qualsiasi locatore è quello di morosità dell’inquilino. Per contenere al massimo il rischio, è possibile stipulare un contratto d’affitto che esponga il meno possibile a questo tipo di situazione. Un esempio potrebbe essere il contratto turistico oppure transitorio. Sono tipologie di contratti che prevedono affitti brevi e che proteggono il locatore dall’eventualità di mancato pagamento del canone di locazione.
I contratti liberi oppure quelli a canone concordato (3+2 o 6+2), invece, sono più ad alto rischio morosità e tutelano maggiormente l’inquilino. In caso di mancato pagamento, il proprietario si ritroverà spese per l’affitto non versate e spese legali da affrontare per lo sfratto. Dunque, prima di procedere con la stipula di un contratto di affitto con un mutuo in corso, è sempre bene valutare i diversi fattori.
