Proposta di acquisto non rispettata dall’acquirente: come tutelarsi

Quando si mette in vendita un immobile, solitamente si segue un iter ben preciso che prevede come primo step la proposta di acquisto. Tuttavia può però succedere che l’acquirente non rispetti la proposta d’acquisto. Ecco come ci si può tutelare in queste spiacevoli situazioni.

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Proposta di acquisto non rispettata dall’acquirente
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Essere a conoscenza di cosa succede nel caso in cui la proposta di acquisto non viene rispettata dall’acquirente è la preoccupazione di tutti coloro che stanno procedendo con l’atto di vendita di un immobile.

Quando si procede con l’acquisto di una casa, uno dei passaggi più importanti è il contratto preliminare, conosciuto anche come compromesso è un atto in cui ambo le parti – ovvero venditore e acquirente – si impegnano a stipulare il contratto definitivo che porterà al rogito dell’immobile.

Proposta di acquisto non rispettata dall’acquirente: tutte le informazioni

Come già accennato, nel corso di questo articolo, vedremo come agire nel caso in cui la proposta di acquisto non venisse rispettata dall’acquirente. Prima di vedere nel dettaglio come agire, mettiamo bene in chiaro cosa è la proposta d’acquisto.

La proposta di acquisto di un immobile è un atto scritto attraverso la quale il potenziale acquirente mostra il proprio interesse concreto nell’acquistare l’abitazione a una determinata somma. Tale proposta diventa vincolante valida nell’esatto momento in cui la firma per accettazione da parte del venditore, viene seguita dalla presa visione dell’accettazione.

Proposta di acquisto non rispettata dall’acquirente
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La proposta di acquisto è a tutti gli effetti un atto formalevincolante perché l’acquirente interessato all’immobile, versa all’agenzia un deposito fiduciario in modo da assicurarsi il successivo esito positivo della trattativa in corso.

L’acquirente è libero di cambiare idea fino al momento in cui la proposta di acquisto non viene accettata dal venditore.

Ma cosa succede se dopo l’accettazione l’acquirente si tira indietro?

In questo caso, colui che ha precedentemente fatto la proposta di acquisto può comunque tirarsi indietro, ma secondo quanto riporta l’articolo 1.385 del Codice Civile il venditore ha il diritto di trattenere la caparra. Riguardo invece al proprietario, ha la possibilità di portare avanti più trattative in contemporanea in modo da poter valutare quale sia quella che più gli conviene.

Se quest’ultimo decide quindi, di accettare una proposta diversa arrivata dopo la manifestazione d’interesse all’immobile del primo acquirente, non dovrà fare altro che rescindere il documento della proposta d’acquisto e l’agenzia provvederà alla restituzione dell’importo anticipato in precedenza.

Indipendentemente dalla trattativa avviata – anche se si fosse adottato l’home staging – occorre tutelarsi attraverso dei metodi specifici.

Versamento della caparra

Come ben sappiamo, nelle procedure di compravendita è possibile richiedere all’acquirente il versamento di una caparra. Questo strumento – sebbene non è obbligatorio – è consigliabile come forma di tutela del venditore che in questo modo si assicura una garanzia in caso di perdite o danni.

La somma di denaro versata serve come forma di indennizzo del venditore in tutti casi di recesso oppure di adempimento mezzi giustificativi da parte dell’acquirente.

A differenza dell’acconto, che sostituisce soltanto una parte di anticipo sul prezzo finale, la caparra definitiva, meglio nota come caparra confirmatoria, assume anche l’importantissimo ruolo di rafforzare l’unione tra le parti e diventare una “garanzia” in caso di adempimento sul vincolo contrattuale.

Casi in cui il venditore può trattenere la caparra

Nel caso in cui la proposta di acquisto non venisse rispettata dall’acquirente, il venditore è libero di trattenere la caparra precedentemente versata come titolo di indennizzo per la mancata compravendita oppure può sempre decidere di agire tramite un legale nei confronti dell’acquirente optando per un’esecuzione forzata affinché non perda la titolarità dell’immobile.

Nello specifico il venditore può trattenere la caparra in caso di  adempienza degli obblighi contrattuali da parte dell’acquirente qualora decida di:

  • Non versare gli acconti stabiliti nel compromesso;
  • Non si presenta dal notaio per il rogito;
  • Dichiara di non voler più acquistare l’immobile;
  • Non indicare al venditore il nome del notaio;
  • Pretende di versare il prezzo d’acquisto attraverso delle modalità diverse da quelle concordate;
  • Non accetta il contenuto del contratto di rogito redatto dal notaio.

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