Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Fabiola Criscuolo
  • Dott. in Scienze Politiche

È possibile usufruire del bonus casa quando si possiede una partita IVA agevolata? Quali sono le condizioni che ci consentano di sfruttare le detrazioni fiscali? In cosa viene penalizzata una partita IVA forfettaria? Scopriamo di più in questo articolo.

Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani professionisti o supportare coloro che già posseggono attività avviate, lo Stato Italiano ha istituito nel 2019 il regime forfettario per le partite IVA. Si tratta di un regime agevolato che consente numerose opportunità rispetto alla classica partita iva.

Chi vi aderisce infatti ha la possibilità di abbattere notevolmente le spese di fatturazione, complice l’aliquota ridotta per le tasse e la riduzione della percentuale dei contributi INPS.

Ma il regime forfettario porta con sé anche qualche difetto, e difatti non è più possibile detrarre diversi servizi che, da lavoratore dipendente o da possessore di partita IVA classica, erano scalabili.

Vale lo stesso per i bonus casa? Nella teoria la risposta è affermativa, in quanto, proprio come per altre agevolazioni, le partite IVA agevolate risultano penalizzate. In alcuni casi è però ancora possibile usufruire delle detrazioni casa istituite negli ultimi anni. Scopriamo insieme come non perdere la possibilità di accedere ai diversi bonus statali per mutui e ristrutturazioni.

Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Cosa prevede il regime forfettario

Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Per comprendere se le partita IVA a regime forfettario possono accedere ai bonus è necessario prima sapere a cosa ci riferiamo. Quando parliamo di questo regime ci riferiamo ad una partita IVA che prevede diverse agevolazioni per chi la possiede. Proprio per questo motivo spesso questo regime viene definito anche di IVA agevolata rispetto alla classica partita iva.

Nello specifico, chi possiede la partita IVA in regime forfettario, ha la possibilità di:

  • Usufruire di una tassazione agevolata al 5% per i primi 5 anni di una nuova attività per poi passare al 15%;
  • Una tassazione agevolata del 15% per chi è già stato possessore di partita IVA e sceglie di passare dal regime tradizionale a quello forfettario;
  • Un limite di fatturazione di 65000€ annui;
  • L’annullamento del limite d’età;
  • La possibilità di emettere fatture senza IVA;
  • Il pagamento del 35% dei contributi INPS se si appartiene alle categorie di artigiani, fornitori di servizi e commercianti.

Oltre a tutti questi benefici, chi possiede una partita IVA a regime forfettario usufruisce di una gestione economica molto più rapida e semplificata rispetto alla tradizionale partita iva.

Fino a poco tempo fa gli stessi non avevano l’obbligo della fatturazione elettronica, condizione modificata nel gennaio 2022 che entrerà in vigore dal 1° luglio 2022.

I bonus per la casa

Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Dopo aver spiegato in maniera più o meno dettagliata a cosa ci si riferisce con partita IVA a regime agevolato, è arrivato il momento di passare ai bonus casa. Negli ultimi due anni lo Stato Italiano ha istituito diverse agevolazioni fiscali per chi necessitasse di un supporto per la ristrutturazione di una casa di proprietà o per agevolarne l’acquisto per i giovani.

Diversi sono infatti i bonus in circolazione, partendo da quelli per l’acquisto della casa per soggetti di età inferiore ai 35 anni a quelli per l’affitto nel caso di giovani con un reddito basso o che desiderano avvicinarsi al luogo di lavoro. Anche chi possiede già una casa di proprietà è agevolato dalle diverse detrazioni fiscali.

Si ha infatti la possibilità di accedere ai bonus ristrutturazione con detrazioni fino al 50%, al superbonus con una detrazione del 110% e ai bonus facciate con detrazioni tra il 65% e il 75%. A questi si aggiungono incentivi strutturali ed efficientamento, come il sisma bonus, quello energetico, il bonus verde e quello fotovoltaico.

Le modalità di accesso agli stessi sono relativamente semplici e prevedono una comunicazione all’interno della dichiarazione dei redditi. Diventa però molto più difficile accedervi per chi possiede una partita IVA con regime agevolato.

Questa infatti, a fronte delle numerose agevolazioni che consente, impedisce la detrazione di diverse spese già abbattute dalla fatturazione. Tra le stesse sono previste anche quelle del bonus che non possono essere dichiarate all’interno del proprio 730 o che in ogni caso non prevedono una detrazione come nel caso della partita IVA classica o di lavoratori o dipendenti. Discorso analogo vale per la detrazione del mutuo.

Come accedere alle detrazioni dei bonus

Partite iva agevolate 2022: non perdere il bonus casa

Esistono però alcune possibilità che consentono anche alle partite IVA a regime agevolato di usufruire delle detrazioni fiscali dei bonus statali. In particolare sono tre i casi che consentono anche ai possessori di questo regime di accedere alla detrazione agevolata dei lavori o dell’acquisto della prima abitazione.

Si può quindi usufruire nel caso di:

  1. Possessore di partita IVA e lavoratore dipendente. Coloro che, oltre a possedere una partita IVA per fatturare attraverso di questa, come seconda attività abbiano maturato anche un reddito da lavoratore dipendente soggetto ad una tradizionale tassazione IRPEF.
  2. Chi possiede la partita IVA forfettaria e una casa di proprietà affittata. Se il titolare della partita IVA ottiene un reddito derivante anche dall’affitto di una casa di proprietà, questo concorre alla tassazione IRPEF alla pari di un lavoro dipendente. In questo caso quindi si ha la possibilità di detrarre le spese relative ai diversi bonus. A tal fine però sarà necessario avere un regolare contratto d’affitto e non una cedolare secca che a sua volta è soggetta ad un’imposta sostitutiva.
  3. La partita IVA con diversi redditi o di natura finanziaria. Se chi possiede la partita IVA effettua anche prestazioni occasionali che prevedono la ritenuta d’acconto o è soggetto cessazione di diritto d’autore, concorre la detrazione dell’IRPEF rendendo quindi possibile l’accesso a detrazione fiscale dei diversi bonus statali.

In tutti i casi espressi è quindi possibile effettuare, all’interno della dichiarazione dei redditi, la comunicazione per ottenere le detrazioni attraverso i nuovi bonus.