IMU e Tari non si pagano più: quando scatta la prescrizione

Autore:
Laura Scarpellini

IMU e Tari oggetto di prescrizione nel caso in cui siano incluse in cartelle esattoriali. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su un argomento molto complesso, oggetto spesso di discussioni e dibatti. Si è stabilita a tal riguardo una chiara regolamentazione relativa il termine oltre il quale le cartelle esattoriali non debbano essere più pagate. Vediamone le modalità.

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IMU e Tari non si pagano più: quando scatta la prescrizione
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Imu e Tari finiscono nelle cartelle esattoriali

IMU e Tari sono tra le tasse che più pesano sulle finanze degli italiani, che in molti casi non riescono a far fronte alla pressione fiscale a cui sono sottoposti. C’è quindi chi spera di poter beneficiare della prescrizione delle cartelle esattoriali, che vanno a riguardare anche il gettito fiscale. Tale procedura però non è del tutto automatica, e non sempre è possibile che il debito venga di fatto cancellato a breve termine.

Infatti vi sono casi in cui la prescrizione della cartella esattoriale avviene in 5 anni, in altri casi dovrà invece trascorrere un decennio. Con sicurezza però possiamo affermare che una volta oltrepassato il termine di prescrizione, la cartella esattoriale sarà da ritenersi essere scaduta, andando conseguentemente ad annullare anche tutte le conseguenze scaturenti dal debito contratto con il Fisco.

Il contribuente quindi non si vedrà più imputare pignoramenti, fermi amministrativi e eventuali ipoteche.

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Cos’è la prescrizione delle cartelle esattoriali?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito alla prescrizione di una cartella esattoriale. Con tale termine si va ad indicare l’inefficacia della cartella, con la non esigibilità dei debiti contenuti in essa.

Di fatto, con la prescrizione significa che il debito in esse riportate non sia più dovuto.  Ma i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali, per le quali non può più essere richiesto l’incasso delle somme dovute, non sono sempre gli stessi. Infatti i termini di scadenza si differiscono in relazione agli importi, e alla natura del debito.

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Quando avviene la prescrizione

Le cartelle esattoriali che possono includere anche il mancato versamento di IMU e della Tari, possono avere diverse tempistiche per vedersi essere annullate. Se prendiamo a riferimento la prescrizione automatica, questa si perfeziona dopo 3, 5 o 10 anni, senza alcuna presa di posizione da parte del contribuente inadempiente.

C’è da dire però che nel caso in cui il contribuente si appresti a versare anche un acconto sulle somme incluse nelle cartelle esattoriali malgrado la prescrizione, questi non potrà avanzare alcuna richiesta di rimborso, delle somme versate.

IMU e Tari: quando scatta l’annullamento

Tenendo conto dei dibattiti e delle discussioni sollevate dall’argomento prescrizione delle cartelle esattoriali, la Corte di Cassazione le cui Sezioni Unite, più volte si è espressa.

Ecco che nel 2016, è stato stabilito che non si potrà definire un parametro unico per la trascrizione delle cartelle esattoriali, non tenendo conto della natura del debito contatto.

Pertanto se nella cartella vi è incluso un debito erariale, questa potrà essere prescritta in 10 anni. Nel caso in cui le somme dovute siano relative ad un debito locale, la prescrizione della cartella avrà scadenza quinquennale.

Pertanto nel lasso di tempo di 5 anni si prescriveranno i pagamenti relativi a: IMU Tari, Tasi, sanzioni amministrative e contributi INPS e Inail. Da rammentare inoltre che la cartella caduta in prescrizione, dovrà essere comunque fatta annullare, presentando un ricorso di autotutela sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione, che all’ente che vanta il debito.

Ad esempio per l’IMU, bisognerà rivolgersi al Comune di riferimento.

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