IMU: cosa fare se il calcolo o il pagamento sono errati

Autore:
Laura Scarpellini

L’IMU è la risultanza degli immobili che si possiedono, oltre la propria abitazione principale, o terreni agricoli o quelli edificabili. L’imposta viene gestita dalle Amministrazioni Locali che hanno la facoltà di aumentarne il coefficiente dell’1.06 %, o di diminuirla sotto lo 0,86 %, fino a decidere di azzerarla del tutto. Ma cosa fare se dopo aver provveduto al pagamento delle due rate annuali ci si rende conto che il calcolo dell’IMU è errato? Cerchiamo di fare chiarezza su come porre rimedio a tale errore.

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IMU: cosa fare se i calcolo o il pagamento sono errati
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IMU: quando si sbaglia l’importo da versare

Ormai tutti i contribuenti italiani ben sanno che l’IMU è l’imposta locale che interessa le proprietà immobiliari, avente la propria scadenza in due rate annuali: acconto e saldo. Ci si può quindi facilmente rendere conto, nel caso venga commesso un errore nel versamento dell’importo dell’acconto, o del saldo.

Ma nel caso in cui sia il Comune di riferimento ad accertare lo sbaglio? Ecco che verrà chiamata in causa anche l’Agenzia delle Entrate, che provvederà a far recapitate al cittadino, la relativa cartella esattoriale con indicata la cifra da versare. In questo caso si avranno fino a 5 anni di tempo per inoltrare la relativa contestazione.

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Importo IMU errato: come provvedere

Se abbiamo erroneamente conteggiato l’importo di una rata, rendendocene conto entro i termini della scadenza, l’errore sarà facilmente rimediabile. Infatti basterà provvedere alla compilazione di un modello F24 andando a riempire il formulario con gli stessi dati, e l’importo ad integrazione della cifra dovuta.

Quando l’IMU non viene affatto versata

Cosa fare invece se c si accorge di non aver provveduto per tempo al versamento della rata dell’IMU?

In questo caso invece bisognerà provvedere quanto prima al versamento dell’importo dovuto, andando a sommare gli interessi e la sanzione prevista. Da tenere presente che più tempo passa e più la cifra da versare andrà crescendo.

La sanzione amministrativa sarà pari al 3 % dell’importo dovuto, che è soggetto a variazione con il trascorrere dei giorni. Se il pagamento dell’imposta verrà effettuato entro 14 giorni dalla naturale scadenza, ecco che la sanzione sarà pari allo 0,1 %del valore dell’importo.

Ma attenzione perché l’aliquota aumenta per mancato versamento delle spettanze, nel seguente modo:

  • dopo i 14 giorni andrà aumentando dell’1,5 % fino a 30 giorni di ritardo,
  • per fissarsi all’1,67 % entro 90 giorni di ritardo;
  • 3,75 % oltre i 90 giorni,
  • 4,29 % entro 2 anni fino ai 5
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Se è il Comune a sbagliare i conti?

Nel caso in cui l’errore di calcolo degli importi da versare relativi all’imposta IMU sia da imputarsi al Comune, cosa fare? In questa eventualità dovrà essere lo stesso contribuente a dover provvedere a correggere tale disguido. Si dovrà avanzare una formale domanda di rimborso nel caso si tratti di una cifra maggiore del dovuto, o chiedere l’integrazione, nel caso in cui l’importo versato risulti essere inferiore a quello esatto.

Da fare attenzione quindi, anche nel caso si stia parlando della terza rata conguaglio dell’IMU. Ogni Amministrazione Locale ha piena autonomia per gestire tali situazioni attraverso apposita modulistica on-line, o procedure dedicate, presso le sedi fisiche degli sportelli comunali.

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