Ecobonus 110%: tutti i documenti per accedere al rimborso

Serena Giuditta
  • Ingegnere Edile, Architetto

Per migliorare l’efficienza energetica della nostra casa l’Ecobonus 110% viene in nostro aiuto. In cosa consiste questo bonus? Quali sono i documenti necessari per accedere al rimborso? Vediamo tutte le agevolazioni destinate all’edilizia nel 2021.

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Come funziona l’Ecobonus 110%

A partire da luglio 2020 il Decreto rilancio del governo è diventato legge e ha permesso così a moltissimi italiani di migliorare la propria abitazione usufruendo di agevolazioni fiscali. Un modo, questo, totalmente mirato a dare maggiore efficienza energetica e una migliore qualità della vita per gli abitanti. L’Ecobonus 110% va sostanzialmente a restituirci l’investimento realizzato, purché rispetti determinati requisiti tecnici.

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Cosa rientra nell’Ecobonus 110%

Il Decreto rilancio fa in modo che all’interno della progettazione di efficientamento ci siano delle attività principali, definiti “interventi trainanti”, ovvero quegli interventi principali che investono la nostra abitazione. Nello specifico, all’interno dell’art. 119 del decreto si parla dei seguenti interventi agevolati al 110%:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate
  • applicazione di materiali isolanti 
  • introduzione di impianti centralizzati per il riscaldamento, raffrescamento o la fornitura di acqua calda
  • messa in opera di impianti a pompa di calore e condensazione
  • installazione di impianti ibridi o geotermici connessi a impianti fotovoltaici
  • avanzamento di minimo due classi energetiche attestate nell’APE
  • installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo energetico.

La coibentazione o l’intervento sull’impianto termico, ovvero i lavori trainanti, permettono di ottenere la detrazione del 110% anche per le opere agevolate con l’ecobonus ordinario, cioè i lavori “trainati”, come, ad esempio, la sostituzione degli infissi o l’installazione di schermature solari per proteggere l’edificio.

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Come richiedere l’Ecobonus 110%

Per ottenere il rimborso dal miglioramento energetico della nostra casa, dobbiamo seguire la procedura adeguata, realizzando e presentando la documentazione necessaria. In primis, sarà indispensabile migliorare di almeno due classi energetiche l’efficienza energetica:

  • dell’edificio, come ad esempio una casa monofamiliare o un condominio
  • dell’unità immobiliare di intervento, se si tratta di un’unità indipendente e con accesso autonomo.

Un altro aspetto da tenere a mente, prima di procedere con la progettazione, è che le persone fisiche che eseguono questi interventi di miglioramento trainanti e trainati non possono richiedere l’ecobonus 110% per più di due unità immobiliari. Attenzione ai lavori condominiali: essi non costituiscono il caso di unità immobiliare, dunque, non consumano uno dei due immobili su cui richiederlo.

Infine, per chi richiederà il sismabonus 110% non avrà alcun limite di unità immobiliari per le quali chiederlo.

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Che documenti servono per l’Ecobonus 110%

L’Ecobonus 110% è l’opportunità ideale per portare la qualità energetica della nostra abitazione a un livello superiore, ma è fondamentale realizzare alcuni documenti che attestino la giusta esecuzione dei lavori. Sono indispensabili i seguenti documenti:

  • attestato di prestazione energetica (APE), realizzato prima e dopo i lavori realizzati nella forma della dichiarazione asseverata
  • asseverazione realizzata da un tecnico abilitato che andrà a garantire la realizzazione degli interventi secondo i requisiti prestazionali certificati rispetto i criteri del DM Requisiti 6 agosto 2020. Tale documento andrà inoltre sottoposto all’Enea secondo le istruzioni indicate dal ministero dello Sviluppo economico
  • visto di conformità che il commercialista, il CAF o un intermediario abilitato, andranno a rilasciare per ottenere la cessione del credito d’imposta o sotto forma di sconto in fattura.

Lavori trainanti dell’Ecobonus 110%: limiti di spesa

Per questo tipo di lavori è necessario rientrare nei limiti di spesa stabiliti dal decreto rilancio, destinati ai lavori trainanti di isolamento termico e impianti termici.

Limiti di spesa dell’isolamento termico

  • 50mila euro per gli edifici monofamiliari o unità immobiliari indipendenti
  • 40mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari per i condomini da 2 a 8 unità
  • 30mila euro per gli edifici di più di 8 unità.

Limiti di spesa dell’impianto termico

  • 30mila euro per gli edifici monofamiliari o indipendenti
  • 20mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari nei condomini fino a 8 unità
  • 15mila euro nei condomini che superano le 8 unità

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Tabella riassuntiva Ecobonus condominiale

Fonte: Acca

Cosa rientra nell’ecobonus condominiale? Isolamento (coibentazione) pareti verticali;
Isolamento (coibentazione) coperture disperdenti;
Isolamento (coibentazione) copertura;
Isolamento (coibentazione) pavimenti;
Isolamento (coibentazione) copertura non disperdente non sovrapposte a coperture disperdenti
Quali sono i riferimenti normativi? Art. 14 DL 63/2013
Qual è la percentuale di detrazione? La detrazione è pari al 70% o al 75% se l’intervento migliora la prestazione energetica conseguendo almeno la qualità media di cui al decreto del MISE 26 giugno 2015, con una spesa massima di 40.000 € per ogni unità immobiliare
In quanti anni è possibile detrarre le spese? La spesa può essere detratta in 10 anni
È possibile cedere il credito? Sì, il beneficiario della detrazione può usarla in maniera diretta oppure optare per sconto in fattura o cessione di un credito d’imposta per tutte le spese sostenute fino al 31/12/2024.

 

Chi può accedere all’ecobonus 110% e sismabonus 110%

Al fine di ottenere il rimborso per gli interventi che abbiamo visto finora è importante realizzare i documenti idonei, ma altrettanto importante è l’intestatario dei lavori. Ecco chi ne ha diritto:

  • condominio
  • persone fisiche
  • istituti autonomi case popolari
  • cooperative
  • onlus
  • associazioni e società sportive dilettantistiche.

Inoltre, possono partecipare anche imprese e professionisti. Essi, infatti, sono agevolati solo quando si tratta di interventi su parti comuni in un condominio. Al bonus in questione risultano idonee le unità immobiliari non abitative, come negozi ed uffici, ma solo se oltre la metà della superficie dell’edificio viene utilizzato con funzionalità residenziali. In caso contrario, questo tipo di destinazione d’uso non rientra nell’ecobonus 110%.

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Come cedere il credito 110 alle banche

È possibile fare uso del credito 110% alle banche per poter realizzare questi interventi. Infatti, il Decreto Rilancio consente di cedere il credito di imposta al 100% a fornitori, banche, intermediari finanziari e altri soggetti. Anche le Poste hanno attivato questo tipo di credito. Dunque l’Ecobonus sarà ceduto a soggetti privati non legati al cantiere che hanno dato luogo agli interventi.

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Tabella riassuntiva Ecobonus 2022

Fonte: Acca

Quali interventi rientrano nell’Ecobonus? Intervento di riqualificazione energetica su edificio esistente (isolamento <25%);
Intervento su involucro di edificio esistente (tranne l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi);
Intervento di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
Intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione ≥ classe A;
Intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione ≥ classe A+ sistemi di termoregolazione o con generatori ibridi o con pompe di calore; intervento di sostituzione di scaldacqua;
Intervento di installazione di pannelli solari/collettori solari;
Acquisto e posa in opera di schermature solari,impianti di climatizzazione invernale a biomasse combustibili;
Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto (Sistemi building automation)
Quali sono i riferimenti normativi? Art. 1 commi 344-347 della L. 296/2006
Art. 14 del D.L. 63/2013
Qual è la percentuale di detrazione? La detrazione è 50/65%. Con l’introduzione del Superbonus si può arrivare al 110%.
È possibile cedere il credito? Sì, il beneficiario della detrazione può usarla in maniera diretta oppure optare per sconto in fattura o cessione di un credito d’imposta per tutte le spese sostenute fino al 31/12/2024.

Tabella riepilogativa di tutti gli Ecobonus Attivi

Fonte: Agenzia delle Entrate

Tipo di intervento detrazione massima
riqualificazione energetica di edifici esistenti (tali interventi non sono ammessi al Superbonus) 100.000 euro
su involucro di edifici esistenti (per esempio, pareti, finestre, tetti e pavimenti) 60.000 euro
installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda 60.000 euro
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione ad aria o ad acqua
dal 2008, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia
dal 2012, sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria
30.000 euro
dal 2015, acquisto e posa in opera di schermature solari 60.000 euro
dal 2015, acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili 30.000 euro
dal 2016, acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative • 15.000 euro, per interventi effettuati dal 6 ottobre 2020
• non è previsto un limite massimo di detrazione per interventi effettuati prima del 6 ottobre 2020
dal 2018, acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori 100.000 euro
interventi sull’involucro degli edifici per i quali spetta la detrazione del 70 o 75% non è previsto un limite massimo di detrazione ma un ammontare complessivo delle spese, che non deve essere superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
interventi su parti comuni di edifici per i quali spetta la detrazione dell’80 o 85% non è previsto un limite massimo di detrazione ma un ammontare complessivo delle spese, che non deve essere superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (tali interventi non sono ammessi al Superbonus)