È possibile non pagare l’IMU? Quando scatta l’esenzione per l’imposta

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista

Cosa bisogna fare per non pagare l’IMU? È possibile non versare l’Imposta Municipale Unica in alcuni casi? Dopo quanti anni scatta la prescrizione? Scopriamo quando è consentito non pagare una delle imposte più odiate dalle famiglie italiane. 

IMU
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In un Paese tartassato dalla imposte non è difficile capire perché l’IMU è tanto odiata. Non a caso, molti contribuenti si domandano come funziona la prescrizione dell’Imposta Municipale Unica e se è possibile non pagarla in alcuni casi. Prima di scoprire quando i cittadini possono non versare il tributo istituito dal governo Monti, è doveroso precisare che l’IMU è l’imposta dovuta per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli. 

Si applica in tutti i comuni del territorio nazionale, fatta salva l’autonomia impositiva prevista dai rispettivi statuti della regione Friuli-Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano. A versarla sono i proprietari, i concessionari nel caso di concessione di aree demaniali e il locatario in caso di leasing. Ma quando è possibile non pagare l’IMU e dopo quanti anni scatta la prescrizione? Facciamo chiarezza su un argomento tanto discusso dalle famiglie italiane.

Prescrizione IMU 2023: quando è consentito non pagare

Tasse
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Non hai pagato l’IMU e ti stai chiedendo quando scatta la prescrizione? Come per tutti i tributi locali, il termine prescritto dalla legge per pagare l’Imu è di 5 anni, dopo di che scatta la prescrizione. È importante sapere che la prescrizione si azzera e inizia a decorrere ogni volta che il cittadino riceve un avviso di accertamento da parte del Comune. In altre parole, la prescrizione decorre dalla data di ricezione dell’atto.

Se un contribuente ritiene che l’avviso di accertamento è illegittimo o infondato, può rivolgersi al Giudice tributario, rappresentato dalla Commissione Tributaria Provinciale. Il cittadino può proporre il ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento. Dopo aver ricevuto l’avviso di accertamento, se non viene effettuato il pagamento nei termini indicati, l’Amministrazione finanziaria ha la facoltà di agire nei suoi confronti anche con il pignoramento dei beni per recuperare la somma dovuta.

IMU 2023, cosa succede se non si paga

Ricapitolando, i cittadini che non pagano l’IMU nei termini previsti dalla legge ricevono l’avviso di accertamento esecutivo nel quale il Comune intima il recupero della somma. Il tutto avviene tramite raccomandata postale all’indirizzo di residenza del contribuente. Quest’ultimo dovrà verificare la data esatta dell’invio della cartella per poter calcolare correttamente la prescrizione. I passaggi da seguire sono i seguenti:

  • entrare sul sito di Poste Italiane
  • accedere all’area “spedizioni- posta raccomandata”
  • inserire il numero identificativo della raccomandata.

A questo punto, il contribuente ha due opzioni: o versa la somma dovuta entro 60 giorni dalla ricezione della cartella, oppure non paga l’IMU e presentare un ricorso. In alternativa, può attendere la prescrizione dell’IMU. Come anticipato, il termine di prescrizione decorre da capo ogni volta che viene inviato un nuovo avviso di accertamento. Ciò significa che i 5 anni possono aumentare in base al numero di volte in cui il Comune richiede il versamento del tributo.