Cosa sapere per realizzare le colonnine di ricarica elettrica sfruttando Ecobonus 110%

Ecobonus 110% e colonnine elettriche: tutto quello che c’è da sapere sugli incentivi per le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici secondo le nuove norme previste dal Decreto Rilancio, come usufruire dell’agevolazione fiscale e quali sono i requisiti essenziali.

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Il nuovo Decreto Rilancio prevede notevoli agevolazioni fiscali per la mobilità elettrica e, di conseguenza, anche per l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli. Queste ultime, così come le wallbox, sono incluse infatti nel nuovo Ecobonus 110%. Ciò significa che è possibile installarle a costo zero, ottenendo una detrazione fiscale del 110%.

Nell’ottica sempre più green di una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Paese ma anche della sua mobilità, chi possiede un’auto elettrica può quindi installare gratis le apposite colonnine, ma ad alcune condizioni e solo in abbinamento ad altri lavori (i cosiddetti interventi trainanti).

Scopriamo insieme chi può usufruire dell’Ecobonus 110% per le colonnine di ricarica elettrica, come funziona e tutte le informazioni utili da sapere per poter godere delle agevolazioni fiscali.

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Ecobonus 110%: gli incentivi per le colonnine elettriche

Quando si parla di Ecobonus 110% ci si riferisce alle nuove misure che, in seguito al Decreto Rilancio, si aggiungono alle detrazioni fiscali già vigenti in tema di interventi di recupero del patrimonio edilizio. In particolare, l’Ecobonus 110% compete la riqualificazione energetica degli immobili e prevede, come il nome suggerisce, un’aliquota di detrazione del 110% sulle spese per interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Tra questi lavori di riqualificazione, sono inclusi anche quelli inerenti l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, ossia le auto elettriche o ibride che sono sempre più diffuse in Italia (come nel resto del mondo).

Ne deriva che l’installazione di colonnine elettriche e wallbox risulti essere praticamente gratis per chi deciderà di effettuare questo genere di interventi entro il 2022. Ricordiamo, infatti, che le nuove norme sulle agevolazioni fiscali sono state prorogate fino alla fine del 2022.

Quello dell’impatto ambientale della mobilità è un aspetto tenuto in grande considerazione dal Decreto Rilancio. Basti pensare che sono previsti €200.000.000 di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni venduti a un prezzo di listino inferiore a €50.000 Iva esclusa.

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Chi può richiedere l’Ecobonus 110% per le colonnine di ricarica elettrica

Possono fare richiesta per l’Ecobonus 110%, e nello specifico avvalersi delle agevolazioni per le colonnine elettriche, le seguenti categorie:

  • condomini
  • persone fisiche proprietarie di immobili
  • Istituti Autonomi Case Popolari
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa
  • associazioni sportive dilettantistiche
  • ONLUS

Secondo le ultime disposizioni, l’installazione di dispositivi per la ricarica dei veicoli elettrici deve riguardare la prima casa qualora si parli di unità immobiliari singole. Non sarebbero incluse, quindi, le seconde case (eventuali villette o appartamenti al mare o in montagna). L’agevolazione è sempre valida, invece, per i condomini.

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Quali sono i requisiti

Esistono delle condizioni necessarie per godere dell’Ecobonus 110% per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica. Questo tipo di intervento, infatti, rientra nei cosiddetti lavori “trainati”, vincolati quindi ad altri interventi definiti invece “trainanti”.

Si può richiedere l’Ecobonus 110% per le colonnine elettriche e per wallbox solo in contemporanea con altri lavori di riqualificazione energetica. In breve, i lavori trainanti sono:

  • isolamento termico (es. isolamento del tetto o cappotto termico)
  • sostituzione dell’impianto di riscaldamento sulle parti comuni (nel caso dei condomini)
  • sostituzione dell’impianto di riscaldamento su edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti
  • interventi antisismici (solo nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3)

Solo congiuntamente a questo tipo di interventi e solo se questi apportano all’edificio un miglioramento di almeno 2 classi energetiche è possibile usufruire del nuovo Ecobonus. Attenzione: le infrastrutture di ricarica devono essere dotate di punti di ricarica di potenza standard (minori di 22 kW) e non devono essere pubbliche.

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Come funziona la detrazione fiscale del 110%

Il nuovo Ecobonus 110% prevede una detrazione del 110% che viene ripartita in 5 rate annuali di pari importo. Questa rateizzazione è disposta per i lavori di riqualificazione energetica realizzati dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per quelli che, invece, verranno completati entro il 31 dicembre 2022, è previsto che la detrazione sulle spese venga suddivisa in 4 quote annuali di pari importo.

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Nelle detrazioni rientrano anche le spese per l’incremento di potenza della connessione (fino a un massimo di 7 kW). L’Agenzia delle Entrate precisa che la spesa per la potenza addizionale è detraibile al 50%  ed entro un tetto massimo di € 3.000.

Ecobonus 110% per colonnine di ricarica: cessione del credito e sconto in fattura

Un’altra grande novità dell’Ecobonus 110% è la possibilità di scegliere, in virtù della detrazione fiscale, tra due vantaggiose opzioni:

  • cessione della detrazione fiscale all’impresa che esegue i lavori (il cliente ottiene uno sconto del 100% delle spese sostenute in fattura)
  • cessione del credito d’imposta pari alla detrazione a un istituto di credito o a intermediari finanziari (con facoltà di nuove, successive cessioni)

Avere lo sconto in fattura – se si trova un’intesa con l’impresa – è sicuramente la scelta migliore qualora non si vogliano attendere le dichiarazioni dei redditi degli anni a seguire per il rimborso. In sostanza, in questo caso, è l’azienda che si occupa dei lavori ad anticipare i soldi al cliente.

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