Come rendere una casa green: cosa prevede la normativa europea

Essendo il tema della sostenibilità sempre più attuale, siamo sempre più consapevoli dell’importanza della riduzione dell’impatto ambientale non solo fuori ma anche dentro casa. Il termine “green” sta ad indicare tutti gli immobili con risparmio energetico e zero emissioni di gas nocivo. Ma come rendere una casa green?

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Come rendere una casa green: cosa prevede la normativa europea
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Per chi fosse interessato a come rendere una casa green, occorre seguire e consultare delle normative ben specifiche. Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato di fondamentale importanza e anche il settore del real estate ha iniziato ad avvicinarsi a questo mondo includendo sempre di più la sostenibilità ambientale sia a livello di progettazione che sotto il punto di vista di interventi green.

Molto fortunatamente al giorno d’oggi sono davvero moltissime le possibilità che permettono di rendere la propria abitazione più sostenibile anche attraverso dei piccoli accorgimenti.

Come rendere una casa green secondo la direttiva europea

La curiosità di sapere come rendere una casa green in modo particolare nel nostro paese è sempre più alta. Come abbiamo già accennato il termine “green” sta ad indicare tutti quegli immobili con un risparmio energetico ed emissioni di gas nocivi pari allo 0 o comunque molto vicine a quei valori.

Anche le case green, sono attualmente classificate in base alla loro prestazione energetica. Infatti proprio come per le classiche abitazioni, l’efficienza di un immobile è suddivisa in classi energetiche che vanno dalla A4 che risulta essere quella più performante alla G che è quella peggiore.

Alla luce di questi dati, vengono considerate case green tutte le abitazioni che rientrano nelle classi energetiche A e B.

Come rendere una casa green: cosa prevede la normativa europea
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La direttiva europea, prevede che entro il 2050 tutti gli edifici, saranno a emissioni 0 di gas serra. La direttiva riguarda non solo gli edifici pubblici ma anche privati e da quest’anno (2024) sono state vietate tutte le agevolazioni riguardanti l’utilizzo di combustibili fossili.

A partire dal 2026, i nuovi edifici pubblici devono essere a emissioni zero, mentre per quelli privati la normativa entrerà in vigore dal 2028. Per riuscire a contrastare i cambiamenti climatici, l’UE dovrà ridurre le emissioni di gas ed effetto serra del 55% entro il 2030.

Nel nostro Paese, il Governo ha attivato moltissimi incentivi fiscali tra cui l’Ecobonus, il Bonus Case Green e il Superbonus al 90%. Queste misure, hanno un termine previsto entro il 2025 e nel caso in cui la direttiva europea verrà approvata secondo i termini previsti, tutti gli incentivi – precedentemente citati – dovranno essere perfettamente ristudiati.

Chi è esonerato dalla normativa europea?

Tutte le nuove regole riguardanti l’efficientamento energetico riguardanti gli immobili residenziali, non saranno applicate ai seguenti immobili:

  • Edifici storici;
  • Tutte le seconde case che non vengono abitate per più di 4 mesi all’anno;
  • Tutti gli edifici di culto come ad esempio le chiese e le sinagoghe;
  • Le piccole abitazioni indipendenti.

Secondo un calcolo, in Italia potrebbero essere 3,5 milioni gli edifici esentati dagli obblighi derivanti dalla normativa europea. Secondo un report risalente al 2019 condotto dall’Agenzia delle Entrate, nel nostro Paese sono 5,5 milioni le seconde case di cui 1,9 milioni vengono molto probabilmente utilizzate come case vacanza e non sono locate.

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