Casa popolare, posso ospitare terze persone? La legge parla chiaro

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista

È possibile ospitare terze persone quando si abita in una casa popolare? A questo quesito risponde l’Agenzia delle Entrate che fa chiarezza sulle autorizzazioni ad ospitare soggetti terzi in alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Case popolari
Photo by I Wei Huang – shutterstock

Come sappiamo, per venire incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose lo Stato affida le cosiddette case popolari che sono di proprietà del Comune di residenza o di enti statali. Questi alloggi vengono messi a disposizione di coloro che non riescono a pagare l’affitto. Nel 1903 nacque l’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) che ancora oggi si occupa dell’assegnazione di abitazioni ai meno abbienti.

Quello delle case popolari è un argomento che presenta diverse sfaccettature, ma oggi approfondiremo la possibilità di ospitare terze persone in un alloggio popolare. 

È possibile ospitare terze persone in un alloggio popolare?

Case popolari
Photo by Stefano Chiacchiarini ’74 – shutterstock

La famiglia che riesce ad ottenere una casa popolare ovviamente non diventa proprietaria: proprio per questo, deve rispettare alcune regole e dalla mancata osservazione di determinate norme può essere ordinato lo sfratto. Quando si diventa assegnatari di un alloggio IACP è possibile ospitare terze persone? 

La risposta arriva dall’Agenzia delle Entrate che fornisce dettagli sull’argomento. L’assegnatario di un immobile può essere autorizzato a ospitare terze persone (ampliando il nucleo familiare originario) ovvero, in caso di decesso o
abbandono, a far subentrare nel contratto altro membro del nucleo familiare.

Tuttavia il richiedente deve presentare apposita istanza e successivamente l’ente verificherà la sussistenza dei requisiti richiesti e deciderà se concedere l’autorizzazione o il diniego. L’Agenzia, inoltre, chiarisce che le istanze dirette ad ottenere un provvedimento amministrativo dalle Amministrazioni dello Stato e dagli enti territoriali scontano l’imposta di bollo, così come il relativo provvedimento emesso.

Chi ha diritto ad una casa popolare e come fare domanda

Come anticipato, le case popolari vengono assegnate a famiglie che presentano un reddito basso e che non possono sostenere la spesa dell’affitto. Il canone di affitto di questi alloggi è molto più basso rispetto a quello di mercato e con soli 50 euro al mese è possibile avere un bilocale. L’assegnazione si basa su graduatorie locali, alle quali si accede dopo aver presentato apposita domanda di assegnazione.

In sostanza, non basta trovarsi in difficoltà economica per ottenere un alloggio popolare, ma bisogna fare domanda al proprio Comune di residenza o in alternativa alla Provincia o Regione. Per fare richiesta è possibile recarsi all’ente di patronato o allo sportello comunale, ma la modalità più veloce è online. Basta compilare il modulo presente nel sito del Comune di appartenenza e allegare la documentazione richiesta.

Dopo la richiesta, si viene automaticamente inseriti in graduatoria e non appena si renderanno disponibili gli alloggi, il Comune provvederà ad assegnarli. È doveroso precisare che non è possibile presentare domanda in assenza del bando di assegnazione. In genere, i bandi per le case popolari vengono pubblicati ogni 4 anni.

Si ricorda che ogni Comune potrebbe assegnare gli alloggi popolari in modo differente, quindi è importante fare riferimento ai bandi pubblicati nel proprio Comune.