Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

Stefano Marcelletti
  • Master in Web Marketing conseguito presso Digital Coach Milano

Quando si parla di Bonus videocitofoni facciamo riferimento ad una serie di incentivi, previsti da diversi Bonus, che consentono una disciplina fiscale agevolata per l’installazione di videocitofoni o per la sostituzione di vecchi impianti citofonici con dispositivi più moderni. Vediamo quali sono gli incentivi previsti, come funzionano e quali sono i requisiti per ottenerli.

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2022, il Governo ha confermato il finanziamento degli incentivi per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Tra gli interventi incentivabili rientrano la sostituzione e l’installazione di impianti citofonici o videocitofonici e l’ammodernamento dei sistemi di videosorveglianza. Tali interventi sono compresi nel pacchetto dei cosiddetti Bonus Sicurezza, finalizzati a prevenire atti illeciti da parte di terzi.

È possibile usufruire di diverse agevolazioni e bonus per installare o sostituire un videocitofono. In questo articolo affronteremo, in particolare, la disciplina fiscale che riguarda il Bonus Ristrutturazione 50%, l’IVA agevolata al 10% e le detrazioni del 75% o del 110% legate agli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

Installare videocitofono con il Bonus Ristrutturazione

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

L’installazione o la sostituzione di un impianto videocitofonico può dare diritto alla disciplina fiscale agevolata del Bonus Ristrutturazione. È possibile, nello specifico, detrarre dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici condominiali.

La detrazione prevede la ripartizione in 10 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno in cui è stata sostenuta la spesa. Ovviamente il credito può essere ceduto a terzi oppure si può rinunciare alla detrazione cedendola al fornitore del servizio, ottenendo in tal modo lo sconto in fattura del 50%.

L’intervento è incentivabile poiché l’installazione di questi apparecchi può rientrare nelle opere di manutenzione straordinaria (Dpr 380/2001): riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Per quanto riguarda gli edifici residenziali, può rientrare anche tra le opere di manutenzione ordinaria.

L’installazione di un videocitofono è, in ogni modo, agevolabile al 50% anche perché rientra tra gli interventi antintrusione, così come l’installazione di antifurti e telecamere. Essi hanno lo scopo di prevenire atti illeciti da parte di terzi, come furti, aggressioni e sequestri. Un videocitofono si qualifica, infatti, come impianto di videosorveglianza a tutti gli effetti poiché è possibile controllare cosa succede all’esterno in qualsiasi momento tramite App.

A chi spetta la detrazione del 50% e quali sono le spese ammissibili

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

La detrazione del 50% non spetta soltanto al proprietario di un immobile. Vediamo tutti gli altri soggetti che hanno diritto ad accedere all’agevolazione:

  • nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento;
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • imprenditori che producono redditi in forma associata;
  • familiare convivente o componente dell’unione civile;
  • parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado;
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile;
  • conviventi more uxorio, non proprietari dell’immobile oggetto degli interventi né titolari di un contratto di comodato.

Vediamo ora quali sono le spese ammissibili ai fini del calcolo della detrazione del 50% per l’installazione o la sostituzione di un videocitofono:

  • Spese di progettazione;
  • Sopralluoghi;
  • Perizie;
  • Costi di acquisto dell’impianto (componenti e dispositivi);
  • Costi installazione.

Videocitofoni: requisiti per ottenere la detrazione del 50% con il Bonus Ristrutturazione

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

Per poter fruire del Bonus Ristrutturazione, innanzitutto, bisogna essere in regola con i pagamenti di IMU e TASI ed i lavori devono essere effettuati da un professionista. Altre prescrizioni riguardano in particolare la forma dei pagamenti, che devono essere tracciabili, ovvero effettuati tramite un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale siano riportati:

  • la causale del versamento;
  • il numero, la data e l’ importo delle fatture riguardanti le spese sostenute;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il codice fiscale/Partita IVA del beneficiario del pagamento.

Installazione di videocitofoni in edifici residenziali: IVA agevolata

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

L’acquisto e l’installazione di un impianto di videocitofonia condominiale prevede, tra i diversi incentivi, anche un’aliquota IVA agevolata del 10%, ma essa non si calcola sull’intero importo e ci sono delle condizioni particolari per applicarla. Analizziamole nel dettaglio.

L’IVA agevolata è prevista per i lavori d’installazione del videocitofono, che è considerato bene significativo. L’aliquota del 10% si applica nello specifico sulla differenza tra il costo complessivo della prestazione e il costo dei beni significativi. In altre parole, non si applica ai beni (componenti e dispositivi installati).

In caso di manutenzione (ordinaria o straordinaria) l’aliquota del 10% si applica anche agli impianti installati, ma solo se essi sono forniti dall’appaltatore. Facciamo un esempio: nel caso di lavori d’installazione di un nuovo videocitofono, se il dispositivo è fornito direttamente dall’appaltatore, è possibile usufruire dell’IVA al 10% anche per la fornitura del videocitofono.

Tale aliquota, in questo caso, si applica ai beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione. In pratica, per il valore dei beni che superano il costo della manodopera l’IVA da corrispondere sarà quella del 22%. Sempre per quanto riguarda gli edifici residenziali, ricordiamo che qualora i beni fossero acquistati dal committente, non si usufruirà dell’IVA agevolata.

Videocitofoni: Bonus barriere architettoniche

Bonus videocitofoni: come funziona e come ottenerlo

Nel caso d’installazione di un videocitofono in un edificio già esistente, in alcuni casi è possibile usufruire di una detrazione del 75%. Ciò avviene, in particolare, nel caso in cui la sostituzione degli impianti vada a rimuovere delle barriere architettoniche. In pratica, i dispositivi dovranno essere collocati ad una certa altezza, quindi accessibili e fruibili a tutti, comprese le persone con disabilità.

Ricordiamo che tali interventi possono essere effettuati anche in edifici ove non risiedano persone disabili.
L’art. 119 ter del Decreto Rilancio fa riferimento al del DL 236/89, dove all’art. 2, si definiscono come barriere architettoniche gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti.

L’Agenzia delle Entrate specifica i limiti delle spese detraibili operando una distinzione in base all’edificio ove vengono svolti i lavori.

  • 50.000 euro: se i lavori vengono svolti in edifici unifamiliari o unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti, con uno o più accessi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio (edifici composti da 2 a 8 unità);
  • 30.000 a euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio (edifici composti da più di 8 unità).

L’Agenzia delle Entrate, in ultimo, chiarisce che si può usufruire del Superbonus 110% per quanto riguarda le opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche, tra cui rientrano, appunto, l’installazione o la sostituzione di un videocitofono. L’incentivo si può richiedere a patto che l’intervento sia svolto congiuntamente ad uno trainante quale, ad esempio, l’isolamento termico delle superfici opache o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.