Bonus restauro 2022

Lorenzo Renzulli
  • Dott. in Conservazione dei Beni Culturali

Il bonus restauro si configura come un credito d’imposta pari al 50% sull’importo delle spese sostenute da persone fisiche negli anni 2021-2022 per interventi di manutenzione, protezione e restauro effettuati su immobili che siano d’interesse storico e artistico. Come funziona, chi può richiederlo, quale documentazione occorre.

Bonus restauro 2022

Il bonus restauro, noto anche come “tax credit restauro” è stato introdotto dal Governo italiano con l’articolo 65-bis del Decreto numero 73 del 25 maggio 2021. Il cosiddetto Decreto Sostegni Bis, convertito poi in legge il 23 luglio 2021 individua i criteri e le modalità di gestione del Fondo.

La normativa definisce anche le varie procedure necessarie per ottenere l’accesso alle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2022. Tra i vari aspetti da tenere in considerazione va ricordato che le domande potranno essere presentate anche nel 2023, purché facciano riferimento a lavori dell’anno precedente.

Bonus restauro 2022

Come funziona il bonus restauro 2022

Bonus restauro 2022

Vediamo un po’ più nel dettaglio come funziona il bonus restauro 2022. Questo particolare bonus fiscale viene riconosciuto come un credito d’imposta sulle spese sostenute da privati negli anni 2021 e 2022. Si parla di spese per la manutenzione, la protezione o il restauro di immobili che siano di interesse storico o artistico. Il bonus ammonta al 50% degli oneri, gli altri restano a carico delle persone fisiche beneficiarie.

Il bonus restauro 2022 è ottenibile per:

  • Interventi di manutenzione straordinaria su edifici di interesse;
  • Interventi per la messa in sicurezza dell’immobile;
  • Opere che rientrano nella categoria restauro;
  • Interventi conservativi e di risanamento;
  • Ristrutturazioni edilizie autorizzate dalla Soprintendenza competente;
  • Interventi su impianti, sempre pre-autorizzati dalla Soprintendenza;
  • Rimozione di barriere architettoniche;

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente precisato che, oltre al restauro propriamente detto, quindi interventi volti alla salvaguardia degli edifici di valore artistico e storico, rientrano tra quelli agevolabili anche tutti i lavori per la realizzazione di impianti atti ad aumentare il livello di sicurezza degli stabili.

L’agevolazione non spetta invece a chi effettua adeguamenti di natura esclusivamente tecnologica, o comunque meramente funzionale.

L’ammissibilità delle spese deve essere attestata da un professionista e gli interventi potranno essere effettuati solo dopo l’ottenimento di un apposito nullaosta rilasciato dalla Soprintendenza competente a livello territoriale, visto che si parla di immobili di pregio e interesse storico e/o artistico.

Chi possiede un immobile vincolato o comunque di interesse storico, sa bene come sia assolutamente fondamentale rapportarsi sempre con la Soprintendenza (organo periferico del Ministero della Cultura) con competenza territoriale.

Requisiti bonus restauro 2022

Bonus restauro 2022

I beneficiari del bonus restauro non devono avere particolari requisiti, ma devono essere esclusivamente delle persone fisiche. Sono esclusi da questo bonus poi, tutti gli immobili utilizzati nell’esercizio d’impresa o a fini commerciali o professionali: quindi non si può accedere al bonus per il restauro di uffici, negozi, laboratori, ecc.

Ottenuto il credito d’imposta, i beneficiari potranno optare per due strade:

  • Usufruirne personalmente;
  • Cederlo in tutto o in parte ad altri soggetti;

Tra i soggetti ai quali è possibile cedere, anche solo parzialmente il credito ottenuto, ci sono anche istituti bancari o degli intermediari finanziari.

Come richiedere il Bonus restauro 2022

Bonus restauro 2022

La cosa migliore da fare se si è interessati a questo bonus fiscale è affidarsi a dei professionisti che non solo ci possano guidare nella compilazione e presentazione della domanda, ma possano anche attestare l’effettiva ammissibilità delle spese. Questo prima di dare inizio a qualsiasi tipo di lavoro e al pagamento di eventuali anticipi.

Ad ogni modo per richiedere il bonus restauro 2022 va inviata un’apposita domanda all’indirizzo pec [email protected], dopo aver compilato in ogni sua parte il modulo disponibile sul sito della direzione generale Belle Arti e Paesaggio del nostro Ministero della Cultura.

Nella medesima pagina web sul sito del Ministero è anche consultabile l’elenco di tutta la documentazione che andrà prodotta e scrupolosamente allegata alla domanda, per evitare che la stessa possa venire rifiutata.

Bonus restauro 2022 importi e limiti

Bonus restauro 2022

L’importo massimo complessivo del credito ottenibile con il bonus restauri 2022 è pari a 100.000 euro. Questo bonus, che come detto si configura come un “tax credit” è utilizzabile in compensazione (con F24), come previsto dall’articolo numero 17 del Decreto Legislativo 241 del 9 luglio 1997.

Il credito del bonus non è cumulabile con altri eventuali contributi o finanziamenti pubblici, stanziati con finalità diverse o analoghe. Il bonus non è cumulabile neppure con la detrazione prevista per i soggetti che sono obbligati alla manutenzione, a interventi di protezione o restauro di strutture vincolate, in quanto beni culturali, così come previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). La consulenza del proprio commercialista potrà essere di certo preziosa per individuare le soluzioni più convenienti in base alle proprie specifiche esigenze e situazioni.

Tabella bonus restauro 2022

Fonte: Acca

Cosa rientra nel bonus ristrutturazione? Manutenzione straordinaria;
Restauro e recupero conservativo;
Ristrutturazione edilizia;
Manutenzione ordinaria effettuato sulle parti comuni;
Intervento per il conseguimento di risparmi energetici, con l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
Quali sono i riferimenti normativi? Art. 16-bis DPR 917/86
Qual è la percentuale di detrazione? La detrazione è pari al 50% della spesa sostenuta, con una spesa massima di 96.000 €
In quanti anni è possibile detrarre le spese? La spesa può essere detratta in 10 anni
È possibile cedere il credito? Sì, il beneficiario della detrazione può usarla in maniera diretta oppure optare per sconto in fattura o cessione di un credito d’imposta per tutte le spese sostenute fino al 31/12/2024.