Bonus Facciate 2022: guida completa

Con la nuova Legge di Bilancio 2022, il Governo di Mario Draghi ha optato per la riconferma di diverse agevolazioni fiscali già presenti lo scorso anno. Tra queste, il Bonus Facciate 2022 rappresenta la naturale evoluzione del modello 2021. Una possibilità di portare in detrazione (e quindi recuperare le spese effettuate) prevista per coloro che metteranno in sicurezza o miglioreranno la facciata del proprio immobile. Rispetto a quanto, però, abbiamo già visto in passato, vi sono diverse novità che vale la pena conoscere. Le modifiche, poi, non cessano di arrivare: l’ultima (per adesso) è datata 1 maggio 2022 ed apporta importanti cambiamenti alla cessione del credito.

Bonus Facciate 2022

Si chiama Bonus Facciate 2022 ed è una delle agevolazioni fiscali più attese dagli italiani per l’anno in corso a seguito dell’enorme riscontro avuto lo scorso anno. Nel 2021, infatti, se il Super Bonus 110 è stata l’agevolazione più richiesta in assoluto, al secondo posto si è piazzato proprio quella inerente i lavori alle facciate degli edifici.

In molti la reputano tra le più semplici, principalmente perché non prevede alcun tetto di spesa benché, d’altro canto, una delle “restrizioni” maggiori sia la possibilità di usufruirne solo se si interviene su immobili in zona A e B. Cambiata, rispetto allo scorso anno, l’aliquota che passa dal 90% al 60%.

Bonus Facciate 2022: cos’è e come funziona

Bonus Facciate 2022

Il Bonus Facciate 2022 ci farà compagnia, a quanto pare in una nuova veste, anche il prossimo anno. Si tratta di un bonus la cui proroga è stata decisa, attualmente, fino al 31 dicembre 2022, attraverso l’ultima Legge di Bilancio.

In base a quanto previsto dal Governo, chiunque effettuerà, entro tale termine, dei lavori di restauro che andranno ad interessare la facciata degli edifici potrà recuperare le spese sostenute sotto varie forme. Le opere che rientrano nell’agevolazione e che dovranno essere sempre ben visibili dalla strada sono:

  • le puliture;
  • le tinteggiature esterne;
  • i rinnovi delle strutture esterne (quali, ad esempio, un balcone, un fregio o eventuali ornamenti).

Tutte queste opere puntano indubbiamente a migliorare il decoro degli edifici ma soprattutto la loro sicurezza. Proprio su questo punto il Governo Draghi ha parecchio insistito durante la presentazione del Bonus Facciate 2022.

Lo abbiamo già anticipato: le zone di validità per l’applicazione sono la A e la B. Appartiene alla zona A il centro storico che comprende immobili che hanno carattere storico, artistico o che sono di particolare pregio ambientale.

Per quanto riguarda, invece, la zona B si parla della cosiddetta “zona di completamento”, comprendente i territori in tutto o parzialmente (almeno per 1/8 delle loro superficie) edificati e che non rientrano, per loro caratteristica, nella zona A. Anche per lavori sulle facciate delle villette a schiera è possibile richiedere il bonus in questione dal momento che, seppur fuori dalla città, questi immobili ricadono in zona B.

Novità anche per quanto concerne la percentuale detraibile che passa dal 90% (previsto nel 2021) al 60%. Una variazione non di poco conto visto e considerato che adesso il 40% del costo è a carico dei proprietari.

Importante sottolineare come il Bonus Facciate non vada in conflitto con altri bonus dedicati, ad esempio, all’efficientamento energetico o alla ristrutturazione. Tutte queste forme possono, infatti, coesistere. Ad esempio, pitturare la facciata e provvedere all’installazione di pannelli fotovoltaici permetterà di usufruire di entrambe le agevolazioni fiscali.

Bonus Facciate 2022: i requisiti indispensabili

Bonus Facciate 2022

Ma quali sono i requisiti da soddisfare per poter richiedere del Bonus Facciate 2022? Questi sono sostanzialmente 5, riassumibili come segue:

  1. I lavori devono essere commissionati dai proprietari, dai nudi proprietari o da chi ha diritto di godimento sull’immobile;
  2. Per gli affittuari o chi gode del comodato d’uso è indispensabile ottenere l’autorizzazione da parte dei proprietari;
  3. Seppur non esistano limiti di spesa prefissati, il bonus riguarderà esclusivamente l’acquisto dei materiali di cui, per questo, è indispensabile conservare le ricevute d’acquisto;
  4. La facciata su cui si va ad effettuare l’intervento deve essere ben visibile dalla strada;
  5. Gli immobili devono trovarsi necessariamente in zona A o B ed essere in regola col pagamento dei tributi locali.

Quand’è che, invece, non spetta ricevere il Bonus Facciate 2022? Anche in questo caso si possono sintetizzare in particolare 3 punti:

  1. Immobili che si trovano nelle zone C, D, E, F e per quelli “isolati”. Sono compresi in questa categoria anche gli agriturismi che, classificati come “edifici agricoli” ricadono in classe E.
  2. Spese sostenute per la sostituzione delle vetrate, di cancellate o di portoni.
  3. Interventi che, seppur interessanti una facciata, ricadono sui cortili interni e non sono, quindi, visibili dalla strada.

Bonus Facciate 2022: come richiederlo

Bonus Facciate 2022

Una volta verificato di essere in possesso dei requisiti previsti possiamo procedere con la richiesta del Bonus Facciate 2022. Per chi già le conoscesse, le modalità sono identiche a quelle previste per il 2021. Occorrerà accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate provvedendo al download dell’apposito modulo e compilarlo seguendo le istruzioni fornite direttamente dall’Ente e consultabili qui di seguito.

opzione-interventi-recuperoFonte: Agenzia delle Entrate

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Una volta compilato in ogni parte, il modulo di comunicazione va riconsegnato all’Agenzia delle Entrate (personalmente o tramite CAF) che, a seguito delle dovute verifiche, erogherà il bonus. Naturalmente sarà indispensabile allegare le ricevute di tutti i pagamenti effettuati che, quindi, dovranno essere sempre fatti con modalità tracciabile (bonifico o assegni), pena la nullità della domanda.

Oltre alla possibilità di detrarre il 60% delle spese documentate per il rifacimento della facciata (ripartendo l’importo in 10 rate annue uguali), sarà possibile scegliere tra due diverse alternative:

  1. la cessione del credito che permette una vera e propria monetizzazione del bonus. Per ottenerla si cederà il credito ad un istituto bancario e se ne ricaverà lo spettante (ad esclusione degli interessi);
  2. lo sconto immediato in fattura che verrà applicato dall’impresa edile che effettuerà i lavori e che, in un secondo tempo, potrà rivalersi sullo Stato per il recupero totale della somma.

1 maggio 2022: arrivano nuove modifiche normative

Bonus Facciate 2022

I primi cambiamenti importanti alla normativa sulla cessione del credito sono datati 7 febbraio 2022. Proprio da quella data, mediante il Decreto Sostegni-ter si erano stabiliti dei limiti alla cessione del credito d’imposta. Questa si poteva fare solo una volta sia da parte di chi beneficiava dell’agevolazione sia da parte del fornitore che riceveva il credito e praticava gli sconti in fattura.

Il Consiglio dei Ministri aveva così dato lo “stop” ai trasferimenti a catena (ovvero senza alcuna limitazione di numero), possibili fino a quel momento. Qualunque credito ceduto prima di questa data poteva essere ceduto ancora una volta (e basta).

L’ultima (ma solo in ordine di tempo) data clou per il credito d’imposta è stata quella dell’1 maggio 2022. A partire da questo momento, infatti, vi è stato un cambiamento sulle modalità di utilizzo della cessione del credito. L’ha comunicato l’Agenzia delle Entrate mediante la Circolare 19. Sono diversi i Decreti che sono intervenuti per mettere in atto queste novità. In particolare:

  1. Il Decreto Sostegni Ter ha stabilito che una volta ceduto il credito per la prima volta sarà sempre possibile farlo per altre due volte ma esclusivamente verso banche, intermediari finanziari o assicurazioni.
  2. Il Decreto Aiuti ha stabilito che le banche possono cedere i crediti ai propri correntisti. L’unica condizione indispensabile affinché ciò possa avvenire è che si tratti di un cliente professionale.
  3. In base al Decreto Superbonus 2022 è vietata la cessione parziale del credito. Ognuno di questi, infatti, sarà dotato di un codice che lo identificherà in maniera univoca e che dovrà sempre essere indicato in caso di cessione successiva.
  4. Il Decreto Superbonus ha modificato i tempi entro cui usare il credito d’imposta nel caso intervenga una provvedimento di sequestro penale. In questa situazione, l’utilizzo potrà effettuarsi una volta chiuso il procedimento, sommando la durata del sequestro stesso ed entro l’anno.

Bonus facciate 2022 tabella riassuntiva

Fonte: Acca

Cosa rientra nel bonus facciate? Pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
Interventi su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura;
Interventi sulle strutture opache verticali della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;
Il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie;
Il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi;
I lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata
Quali sono i riferimenti normativi? Art. 1 commi 219-222 Legge 160/2019

DL n° 4/2022

DL 17/05/2022 n° 50

Legge n°25/2022

Qual è la percentuale di detrazione? La detrazione è del 60%.
In quanti anni è possibile detrarre le spese? La spesa può essere detratta in 10 anni con rate di pari importo
È possibile cedere il credito? In base a quanto stabilito dalle modifiche intervenute in data 1 maggio 2022, la cessione del credito è possibile una volta sola. Si potrà rifare solo a favore di banche, intermediari finanziari o società di assicurazione.