Affittare casa con residenza è possibile? Diritti e doveri del proprietario

Molte volte quando si decide di cambiare casa, ci si chiede se è possibile mantenere la residenza nell’abitazione che si intende affittare. Per questo in questo articolo, vedremo cosa prevede la legge riguardo il mantenimento della propria residenza presso un immobile locato.

Affittare casa con residenza
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Chiedersi se è possibile affittare casa mantenendo la residenza è la domanda di tutti coloro che vogliono cambiare casa ma continuando a mantenere la residenza nell’immobile locato.

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Come prevede la Legge, la residenza è quella procedura attua a far sì che la persona fisica, abbia un luogo presso la quale poter ricevere eventuali avvisi non solo di tipo amministrativo, giudiziario e fiscale e per poter ottenere eventuali servizi.

Affittare casa con residenza: tutte le informazioni

Come abbiamo già accennato nel corso di questo articolo, vedremo se è possibile affittare casa pur  mantenendo la residenza presso quest’ultima.

Prima di entrare nel dettaglio, dobbiamo mettere in chiaro che tutti i cittadini hanno diritto di ottenere la residenza anche perché senza di essa, non si ha la possibilità di accesso a tutti quelli che sono considerati “servizi essenziali”.

Ottenere l’iscrizione all’anagrafe presso il Comune prescelto è una procedura davvero molto semplice, in quanto basta presentare – anche tramite mail – per ottenere l’iscrizione immediata. Se l’esito dovrebbe risultare positivo, le successive verifiche vengono solitamente effettuate nell’arco di 45 giorni.

Affittare casa con residenza
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Tra i divieti del proprietario, secondo quanto previsto dalla Legge, articolo 43 del Codice Civile, vi è impossibilità di locare l’immobile mantenendo la propria residenza presso quest’ultimo.

Affittare casa e non cambiare residenza: conseguenze

Quando si cambia l’abitazione e non si comunica successivamente la nuova dimora, si incorre nel rischio della cancellazione dall’anagrafe per irreperibilità.

Ovviamente non si tratta di una procedura immediata, ma di un procedimento più complesso che avviene tramite la segnalazione da parte ad esempio del postino (per irreperibilità). La Legge non ammette in alcun modo, delle residenze fittizie, motivo per cui non è possibile individuare escamotage.

Il proprietario non ha alcun diritto di dichiarare al Comune – per scopi personali – una residenza fittizia, altrimenti incorre al dichiarare il falso in atto pubblico. Ne conseguono problemi di natura economica, quali: multe e arretrati da dover esborsare per TASI e IMU.

L’unica condizione per poter mettere in affitto e mantenere la residenza, è quella di farlo locando una sola camera (e non all’intero appartamento). La norma viene regolamentata dalla Legge che riguarda la cosiddetta “affittacamere”.

Affitto e residenza: la comunicazione è obbligatoria?

Dopo aver appurato che affittare una casa con residenza non è possibile (a meno che non si tratti di una camera singola), riguardo alla comunicazione dell’inquilino la Legge è piuttosto esplicita:

il proprietario dell’immobile non può negare il trasferimento di residenza, a patto che l’appartamento locato sia “ad uso abitativo“.

Se il proprietario – per motivi ignoti – si opponesse alla richiesta dell’inquilino (che è a norma), potrebbe appellarsi alla Corte di Cassazione oppure contattando un legale specializzato nel settore, cercando di ottenere ciò che desidera.

Il miglior modo per risolvere le controversie è certamente quello pacifico, a patto che le parti (proprietario e inquilino), trovino degli accordi.

Affittare una casa con residenza: foto e immagini