Rivoluzione Superbonus: da 110 a 60% e riordino prima e seconda casa?

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
04/10/2022

Cambiamenti in arrivo per quanto riguarda il Superbonus 110: il Governo Meloni avrebbe intenzione di rivedere tutti i bonus edilizi oltre che il Reddito di Cittadinanza, ma per il Superbonus sono previsti solo ridimensionamenti dei criteri tra prima e seconda casa e soprattutto il cambiamento della percentuale dell’agevolazione fiscale, che da 110 potrebbe diventare 60%. 

Rivoluzione Superbonus: da 110 a 60% e riordino prima e seconda casa?
Cantiere aperto Superbonus 110%

La storia del Superbonus si potrebbe riassumere come dalle stelle alle stalle. Dopo il boom iniziale, il bonus è sprofondato nel blocco dei cantieri, nelle variazioni delle scadenze, nelle pressioni bancarie e quant’altro. E non è finita, visto che sta per iniziare l’era del Governo Meloni, che porterà aria di cambiamento per tutti i bonus edilizi e non. E il primo ad essere preso di mira non poteva che essere il Superbonus 110.

C’è da dire che sul tavolo ci sono diverse proposte. Fratelli d’Italia vorrebbe ridimensionare la formula, ovvero trasformare il beneficio fiscale da Superbonus 110% a Superbonus 70% o 60% con accesso a lungo termine. E in più. la diversificazione dell’agevolazione in base al reddito di chi ne beneficerà e la tipologia di immobile soggetto ai lavori edilizi. Pertanto, si avrà una distinzione netta anche tra una prima casa non di lusso e una seconda casa.

Gli stop dati al Superbonus dal Governo Draghi erano mirati all’anticorruzione, pertanto l’agenda Meloni prevede di supportare le imprese che hanno lavori bloccati e attendono i crediti fiscali. LA revisione dei bonus edilizi prevede di non superare la quota dell’80% delle spese sostenute. Niente paura, perché se ne discuterà nell’erogazione della prossima Legge di Bilancio. Così facendo, si tutelano cantieri e le pratiche già aperte. Ma bisogna prendere coscienza che Ecobonus, Superbonus e altri contributi non saranno più gli stessi. Il motivo principale di questa rivoluzione è dato dal voler tagliare la spesa pubblica e trovare risorse in più per contrastare la frenata del Pil nel 2023.