Niente più gas russo all’Italia, cosa succede?

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
07/10/2022

Gazprom ha ufficialmente interrotto le forniture di gas russo all’Italia, ma non all’Austria. Il colosso russo sta trattando con gli acquirenti italiani di gas allo scopo di trovare una soluzione al problema dell’interruzione delle forniture. Ecco perché i flussi italiani sono a zero e che soluzioni si hanno in serbo per contrastare questa mancanza.


Niente più gas russo all’Italia, cosa succede?
Gasdotto TAG di Tarvisio gas russo

Gazprom ha interrotto la fornitura di gas in Italia. Secondo fonte canale Telegram del colosso russo, pare che la sospensione sia dovuta a un rifiuto dell’operatore austriaco nel confermare le nomine di trasporto per cambiamenti di norme in Austria. Ma Vienna nega. La fornitura di gas russo arriva in Italia attraverso il gasdotto TAG di Tarvisio. Eni ha annunciato sul sito ufficiale che non sarà in grado di confermare i volumi di gas . Il paradosso è che in Austria il gas arriva eccome, al punto di consegna situato nel confine Slovacchia/Austria. La nota positiva è che tutti si stanno prodigando, Gazprom compresa, per capire la possibilità di riattivazione dei flussi. 

Pare che sia tutto legato alla burocrazia, ma erano giorni che a Tarvisio i flussi di gas erano scesi a livelli ridotti. Però c’è da dire che la fornitura di gas da Mosca è scesa dal 40 al 10%. Il Belpaese può contare per fortuna sull’incremento dei flussi algerini ed egiziani, quindi si può superare la stagione invernale nonostante gli stop russi. Già in funzione Baltic Pipe, il gasdotto che fornirà dalla Norvegia alla Polonia, inaugurata pochi giorni fa e poco prima delle falle di Nord Stream 1 e 2. Inoltre è funzionante il gasdotto tra Grecia e Bulgaria. Infine, pare che le falle di Nord Stream si siano chiuse grazie alle pressione dell’acqua, Di fatto, è finita la fuga di gas, ma non si sa a quanto ammontano i danni ambientali.

L’incremento dei gasdotti significa maggior indipendenza riguardo il gas di provenienza russa, come ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante l’inaugurazione dell’impianto. Ma ci sono tanti nodi da sciogliere. Ad esempio, il mancato accordo sul Price Cup (la Germania è fermamente contraria) e le alternative ad esso. Giorgia Meloni è intervenuta sulla questione. Ha comunicato di stare seguendo da vicino il lavoro del Governo uscente per una soluzione ottimale nel contrasto della speculazione sul gas. Soprattutto in vista dell’inverno.