Lo smart working ci costa caro in bolletta: scopri quanto e perché

Patrizia Maimone
  • Dott. in Informatica
30/10/2022

Lo smart working è ormai entrato a pieno titolo tra le nostre abitudini. Lavorare da casa ha, però, i suoi svantaggi tra cui quelli legati all’energia consumata dai PC utilizzati per lavorare. Ma quanto si spende? Perché? Cerchiamo di fare chiarezza!

Lo smart working ci costa caro in bolletta: scopri quanto e perché
Lavoratore in smart working

Da qualche anno a questa parte, proprio con l’avvento della pandemia da Covid-19 e delle relative restrizioni, sentiamo sempre più spesso parlare di smart working, lavoro agile, ovvero svolto da casa propria. Una comodità, per certi versi, dato che ci consente di lavorare comodamente senza uscire di casa ma, come per tutte le cose, anche per questa esiste il rovescio della medaglia. A cosa ci stiamo riferendo?

Utilizzare il PC fisso di casa come postazione di lavoro ogni giorno ha dei costi sulla bolletta elettrica ai quali, spesso, siamo portati a non pensare. Abbiamo forse idea di quanto ci costa un PC acceso nell’arco di un anno? La risposta dipende da molti fattori quali, ad esempio, la risoluzione del monitor (più questa è alta più energia assorbirà), il tipo di scheda video, di alimentatore e di processore. Facendo una media, e considerato PC di non altissime prestazioni (ma nemmeno scarsi), un dispositivo ha un consumo di circa 500 Watt.

Utilizzare un PC per lavoro significa impegnarlo in molte delle sue funzioni e, quindi, utilizzarlo a pieno regime. E questo avviene, in media, per circa 3 ore al giorno con un consumo di circa 1,5 kWh. Nel resto del giorno, il consumo può arrivare a circa 3,5 kWh per un totale di 1,20 euro ogni giorno (valore influenzabile dai prezzi dell’energia!).

Cosa significa? Nell’arco di un anno, lavorare in smart working ci costerà circa 440 euro. Una bella cifra senza alcun dubbio!