Colf e baby sitter: le nuove regole da rispettare per l’assunzione

Ermelinda Gallo
  • Dott. in Giurisprudenza
23/10/2022

I collaboratori domestici sono indispensabili per tante delle nostre famiglie: come regolarizzarne contratti e assunzioni per non rischiare sanzioni.

Colf e baby sitter: le nuove regole da rispettare per l’assunzione
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Le novità introdotte dal Decreto Trasparenza hanno interessato anche il mondo dei collaboratori domestici: badanti, babysitter e altre figure professionali, diventate ormai indispensabili per venire incontro alle esigenze quotidiane di molte famiglie.

Il rischio di non regolarizzare l’assunzione, senza uniformarsi alle recenti novità normative è dietro l’angolo e, per non incappare in spiacevoli sanzioni, è sempre meglio rivolgersi a un consulente esperto per farsi consigliare. Le multe vanno dai 250 ai 1500 € per ciascun lavoratore non a norma!

Un regolare contratto deve indicare, oltre agli estremi delle parti, una serie di specifiche: il luogo di lavoro, la qualifica e l’inquadramento del lavoratore, la durata di un eventuale periodo di prova e del rapporto di lavoro stesso… Ancora: permessi retribuiti, ferie, entità e modalità di pagamento del compenso.

Non servirà indicare solo l’importo, ma anche specificare minimo tabellare, periodo di pagamento, superminimo e metodo di versamento della cifra. Andranno poi indicate le modalità e i tempi con cui il lavoratore potrà dare le dimissioni, e anche quelli per la comunicazione di licenziamento da parte del datore di lavoro.

Relativamente agli orari di lavoro, si farà una differenza fra quelli prevedibili e imprevedibili, disciplinando la gestione del lavoro straordinario e la remunerazione dello stesso.

Insomma, un contratto che non può essere di certo improvvisato; per saperne di più, potrebbe essere utile rivolgersi ad Assindatcolf. Questa associazione nazionale  aiuta i datori di lavoro domestico ad orientarsi meglio nel mondo della contrattazione lavorativa. Il contratto collettivo del lavoro domestico è disponibile in sei lingue in caso di collaboratori stranieri: altro obiettivo dell’associazione è cercare il più possibile di evitare il ricorso al lavoro nero e non dichiarato.