Caro energia: stop allo smart working? Sindacati al lavoro per i fragili

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
10/10/2022

La prospettiva di bollette troppo alte per gas e luce avrà ripercussioni anche per il lavoro da casa: lo smart working scomparirà a causa del caro energia? I sindacati sono al lavoro per richiedere interventi mirati a rimborsi per chi lavora da remoto. Specialmente per chi fa parte della categoria fragili. 

Caro energia: stop allo smart working? Sindacati al lavoro per i fragili
computer con contatore luce, soldi e fornelli accesi

Nel settore pubblico e privato sono sempre più alti i numeri di chi non apprezza più lo smart working a causa dell’aumento smisurato delle bollette. Rimanere a casa fa salire i costi. L’allarme è stato lanciato dalla Pubblica Amministrazione e dalle aziende private, in quanto nei contratti di lavoro a distanza non sono previsti al momento rimborsi legati alla situazione del caro energia. D’altro canto, i dipendenti non sono disponibili a lavorare da casa per poi spendere il doppio in bollette energetiche.

L’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche ha studiato il fenomeno. I numeri sono pesanti: gli aumenti su luce e gas avrebbero conseguenze su 700mila lavoratori statali (quelli denominati distanziabili).

Su 18 milioni di dipendenti, chi lavorerebbe da remoto possono essere solo dai 6 agli 8 milioni secondo le stile del Politecnico di Milano. Per ora, sono stimati solamente 4 milioni. Analizzando il Belpaese, finora le imprese del Nord Est hanno il 70% di lavoratori a distanza contro il 53% nel Nord Ovest e il 57% nel Centro. Il Sud si ferma al 30%. 

La preoccupazione è tanta. I sindacati stanno studiando l’attuazione di interventi mirati, come chiedere contratti che regolino il lavoro agile, inserendo adeguati rimborsi per le bollette. C’è però da dire che il contratto che disciplina lo smart working nel pubblico è aperto a delle indennità in merito, però rinviando il tutto alla contrattazione integrativa. Resta anche il problema del reperimento delle risorse, visto che non sarebbero neanche previsti i buoni pasto per gli smart workers. Si teme per la categoria fragili. Ricordiamo che, in quanto affetti da determinate patologie, è permesso l’accesso da remoto all’impiego.