Caro energia, incredibile emergenza: la legna da ardere a quota 350 Euro a bancale

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
06/10/2022

Dopo i rincari energia, aumenta la domanda per le biomasse. Il prezzo della legna ha subìto una grave impennata insieme a quello del pellet: un bancale può arrivare a costare anche 350 Euro. Di chi è la colpa? 

Caro energia, la legna da ardere a quota 350 Euro a bancale
camino acceso con legna da ardere

Aumenti di prezzo non solo per luce e gas, bensì anche per le biomasse. Complice l’aumentare della richiesta e la spropositata crescita del prezzo dell’energia, nonché il blocco delle esportazioni sulla legna da ardere, un bancale di legna è arrivato a costare anche 350 Euro. L’anno scorso, un bancale di legna da ardere  poteva costare in media tra i 200 e i 220 Euro.

I ciocchi per le stufe sono introvabili e se ce ne sono, costano veramente tanto. Prendiamo come esempio la provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, anche se l’emergenza interessa tutto lo Stivale. Un bancale può arrivare a 330 Euro più trasporto, ma il range si aggira tra i 300 e i 350 Euro. Dipende molto dal taglio della legna, dal tipo e da come è stata essiccata. Se si va nei punti vendita del Consorzio Agrario del FVG, grazie a una promozione, fino a metà ottobre si può acquistare un bancale tra i 295 e i 299 Euro. Tutto dipende dalla lunghezza dei ciocchi. C’è da dire che la legna certificata può anche costare oltre i 350 Euro.

La speculazione è iniziata col blocco delle importazioni dal comparto Russia, Bielorussia e Ucraina. Si è proseguito con la drastica riduzione delle forniture dai Paesi dell’Est che temono di rimanere senza gas. Di conseguenza, la disponibilità di biomasse era nulla tra luglio e agosto: pellet e legna da ardere sono ricomparsi a settembre e, complice anche le difficoltà della filiera del legno insieme a tutti gli altri fattori, il prezzo per l’utente finale risulta triplicato rispetto al 2021. Ci si auspica che il Governo possa trovare una soluzione e pensare a interventi che possano fungere da tampone, altrimenti c’è il rischio concreto di collasso di tutto il settore. Con inevitabili conseguenze, come la speculazione sui prezzi.