Bonus Mobili, comprende anche la porta blindata? Facciamo chiarezza!

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
10/10/2022

L’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza sul Bonus Mobili, sul Bonus Sicurezza e in generale sul Bonus Ristrutturazioni, cercando di ricordare quali requisiti sono necessari per richiedere il bonus del 50% per arredi ed elettrodomestici. Spiegando se l’agevolazione fiscale possa comprendere la porta blindata o viceversa. 

Bonus Mobili, comprende anche la porta blindata? Facciamo chiarezza!
porta blindata con dettagli serratura

Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza su gran parte dei requisiti dei Bonus in vigore. Si tratta di una procedura normale, anche perché alcune detrazioni e agevolazioni sono sempre stati presenti e hanno avuto solo una sorta di ammodernamento per quanto riguarda requisiti e modalità di fruizione. Ma per chi non è esperto di Fisco, è comprensibile che le normative e i vincoli fiscali siano un vero labirinto. Tanto da far pensare che il sostituire la porta d’ingresso di casa o appartamento con una porta blindata possa concorrere alla fruizione del Bonus Mobili. 

L’Agenzia delle Entrate permette un beneficio fiscale per acquistare mobili e grandi elettrodomestici esclusivamente nel caso di specifici interventi edilizi. Essi sono manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. L’acquisto di questi prodotti non può essere rimborsato dal Fisco al di fuori di questi specifici requisiti. Inoltre, per il Bonus Mobili ed Elettrodomestici sono stati aggiornati i parametri inerenti alla classe energetica degli elettrodomestici idonei per richiedere questo specifico rimborso fiscale.

La sostituzione di una porta comune con una porta blindata e/o della serratura (secondo determinati requisiti) dà diritto al Bonus Sicurezza. Sarà possibile godere delle agevolazioni fiscali pari al 50% della spesa sostenuta. Basta inviare la documentazione all’ENEA dopo aver effettuato il pagamento mediante bonifico bancario parlante ed entro 90 giorni tramite il sito. Il rimborso sarà in due rate di pari importo. L’Agenzia delle Entrate, in ogni caso, suggerisce di conservare copia del bonifico e della fattura per almeno 10 anni, in modo da poter avere una controprova da mostrare in caso di controlli a campione.