Allarme sabbia per edilizia: stanno finendo le scorte, come verrà sostituita?

Elisabetta Coni
  • Perito per il turismo
21/11/2022

A quanto pare, la sabbia non è eterna: continuando a costruire edifici a un ritmo davvero insostenibile, si rischia di perdere questo materiale per sempre. Come verrà sostituita? Con un materiale che non ti aspetti.

Allarme sabbia per edilizia: stanno finendo le scorte, come verrà sostituita?
lavorazione sabbia per edilizia

La sabbia forse è il materiale naturale che mai avremmo pensato potesse finire, ma non è così. Il settore dell’edilizia ne consuma dai 40 ai 50 miliardi di tonnellate. Quantità necessaria per la produzione di calcestruzzo. Il quale, è costituito dal 25% di sabbia. In Italia, vengono estratti 53 milioni di metri cubi tra sabbia e ghiaia. La sabbia presente nei deserti e nelle spiagge non è idonea. La sabbia desertica è troppo levigata, mentre quella della spiaggia è troppo salina.

Sfortunatamente, l’industria draga per la maggioranza dei casi i letti dei fiumi. Inutile dire che l’impatto ambientale è davvero ingente. Alcuni Paesi come India, Cambogia e Vietnam hanno vietato questa pratica. Ma non ha fermato l’estrazione illegale e controllata dalle associazioni a delinquere denominata mafia delle sabbie

. Non solo edilizia: anche smartphone, schermi TV e pannelli solari sono fabbricati con questo materiale. E magari noi non ne siamo a conoscenza, continuando a usare i nostri apparecchi. Ridurre il ritmo del costruire sembra la soluzione plausibile, ma si potrebbe trovare una soluzione che consenta di risparmiare e soprattutto inquinare meno? E senza rinunciare a cemento e pannelli solari?

Gli scienziati avrebbero trovato una soluzione alternativa usando la plastica al posto della sabbia. Un esperimento indiano ha voluto dimostrare che l’idea fosse valida, soprattutto in campo edilizio. Anche perché nel territorio i costi della sabbia sono saliti di tanto, oltre ad avere 15mila tonnellate di rifiuti al giorno.

Ebbene, si è riscontrato che si potrebbe effettuare la sostituzione fino al 10% riciclando scarti di plastica. Purtroppo, il materiale non riesce a legarsi alla pasta di cemento circostante, ma si conta di trovare una soluzione per essere totalmente indipendenti da questo materiale. Si 820 milioni di tonnellate di sabbia all’anno, inclusi i costi di estrazione. Altri materiali di scarto selezionati sono pneumatici sminuzzati o vetro macinato.