Come effettuare la verifica sismica: tutto quello che c’è da sapere

Il terremoto è un evento naturale contro il quale possiamo fare ben poco. Ognuno di noi vorrebbe tranquillizzarsi conoscendo, quanto la propria casa sia in grado di resistere ad un terremoto. Per verificarlo con certezza è necessario effettuare una verifica sismica. Come si svolge nel dettaglio? Perché utile effettuarla oggi? Parliamo di tutto questo nel nostro articolo dedicato al tema.

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Il terremoto è, nel nostro paese, un evento tutt’altro che raro. In una nazione attraversata per tutta la sua lunghezza da monti e circondata dal mare, è facile che avvengano fenomeni di questo tipo.

Ecco perché è più che mai importante verificare la resistenza degli edifici ai terremoti. Seppure esista una normativa antisismica spesso, gli edifici di vecchia data non sono stati costruiti secondo quest’ultima ed inoltre, con il tempo la resistenza della casa più venire meno, specie se sono intervenute modifiche importanti o non è stata operata nessuna manutenzione.

Entriamo ora nel merito di come effettuare una verifica sismica e come intervenire in caso di esito negativo.


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Verifica sismica: che cos’è

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La resistenza degli edifici dai terremoti è disciplinata dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008 – NTC08, nel quale tra l’altro, si chiarisce che anche le case costruite precedentemente devono essere sottoposte ad adeguamento antisismico.

La verifica sismica ha lo scopo di valutare il grado di sicurezza di una struttura, nel caso in cui si verifichi un evento sismico. Da questo studio, verrà individuato il coefficiente di sicurezza di un edificio progettato o realizzato prima delle normative oggi in vigore.

Il valore che ne verrà fuori determinerà i successivi interventi. Più basso rispetto ai valori di norma è, più sarà necessaria la progettazione di interventi di miglioramento o di adeguamento della struttura. L’obiettivo è quello di evitare i collassi parziali o totali o i danneggiamenti di diversa entità che si potrebbero verificare.

La verifica sismica e il superbonus 110%

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Oggi questo tipo di analisi è ritornata in auge ed è assolutamente in primo piano. Questo perché il Governo ha promosso il superbonus 110% previsto nel cosiddetto “Decreto Rilancio” che comprende anche interventi antisismici.

La verifica sismica, dunque, rientra a tutti gli effetti tra gli interventi finanziabili dalla misura emanata dal Governo.

Il Superbonus consente di accedere a risparmi veramente vantaggiosi sia per il committente che per le aziende. Ecco come funziona.

Si potranno richiedere due tipi di aiuti:

  • ECObonus 
  • SISMAbonus

Nel secondo caso parliamo, evidentemente, di interventi di stabilizzazione dell’edificio. Nel primo di lavori per migliorare e limitare la dispersione del calore nell’edificio e favorire, quindi, il risparmio energetico.


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In questa misura rientrano i cappotti termici, il rifacimento di infissi, l’adeguamento degli impianti di riscaldamento etc.

Si tratta quindi, di una ottima opportunità per mettere in sicurezza la propria casa.

Perché si effettua la verifica sismica

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La verifica, intanto, è obbligatoria per le variazioni di destinazione d’uso e per le variazioni di classe che implichino un aumento più del 10% dei carichi globali in fondazione, ferma restando la necessità di eseguire la verifica locale di elementi o parti singole della struttura.

Inoltre, è obbligatoria in caso di modifiche sostanziali dell’edificio come la costruzione di un piano superiore.


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Infine, si deve ricorrere a una verifica sismica, in presenza di edifici che vengono ampliati attraverso opere che sono connesse strutturalmente al fabbricato esistente.

Come si effettua la verifica sismica

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Per svolgere una verifica sismica è, intanto, indispensabile un’indagine conoscitiva, attraverso la quale viene definito lo stato attuale della costruzione.

Si procede, quindi, all’esecuzione di rilievi altimetrici e di rilievi planimetrici, per poi valutare lo stato deformativo e lo stato di eventuale danno della struttura. A questo punto è necessario fare anche una verifica storica e critica: il progettista deve ricostruire lo stato di sollecitazione presente tenendo conto degli eventi e delle modifiche da cui l’edificio è stato interessato nel corso del tempo.

In seguito si passerà alla verifica sismica vera e propria con la valutazione della resistenza dei materiali. Le indagini utili a questo scopo possono essere svolte in laboratorio o direttamente sul posto. È a questo punto che viene definito il livello di vulnerabilità del sistema strutturale.

Come intervenire in caso di esito negativo?

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L’indice di rischio sismico è il valore che viene individuato alla fine di una verifica per stabilirne l’esito.

Se questo valore si attesta sotto all’1 la vostra abitazione non è sicura. Sarà, a questo punto, il professionista incaricato della verifica stessa a proporre gli interventi necessari, con una valutazione del rapporto tra costi e benefici.

L’obiettivo principale sarà quello di aumentare il livello di sicurezza e dunque potrà procedere a stabilire:

  • interventi di adeguamento in base alle norme vigenti
  • interventi di miglioramento
  • riparazioni locali o piccoli interventi.

Verifica sismica: immagini e foto

Antonella Palumbo
  • Laurea in Scienze Politiche - del Governo e dell'amministrazione
  • Autore specializzato in arredamento d'interni e Design
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