Il curioso caso dei fiumi arancioni in Alaska

Succede in Alaska: alcuni corsi d’acqua hanno assunto una colorazione arancione accesa che ha attirato l’attenzione anche di un team di scienziati, all’opera per capirne la causa.

Il curioso caso dei fiumi arancioni in Alaska
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Alcuni fiumi dell’Alaska hanno assunto una particolare colorazione arancione brillante che ha attirato l’attenzione di scienziati e studiosi.

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I fiumi dell’Alaska si tingono di arancione

L’Alaska vanta da sempre il primato di corsi d’acqua limpidi ed incontaminati, ma da qualche tempo, purtroppo non è più così.

Negli ultimi mesi, il fenomeno delle acque arancioni si è verificato frequentemente e le cause sono attribuibili a molteplici fattori.

Anzitutto alla base vi è sicuramente la scomparsa del permafrost, ovvero lo strato di suolo perennemente congelato che si trova, a profondità non minori di qualche metro, nel sottosuolo di varie zone, specialmente ad alta latitudine e ad alta quota.

Cosa comporta?

  • A causa della progressiva riduzione del permafrost alcune tipologie di minerali ricchi di ferro sono stati esposti ed hanno iniziato ad alterarsi sotto l’effetto del passaggio dell’acqua e di altri agenti atmosferici. Il ferro contenuto in questi minerali, durante il processo di alterazione, si disperde conferendo alle acque una tipica colorazione arancione.
  • La fusione del permafrost avrebbe favorito l’azione di alcuni batteri (che abbiamo già visto contaminare le acque attraverso la plastica)che, agendo sul ferro, lo hanno reso solubile in acqua.

Un pericolo per l’ecosistema

Il curioso caso dei fiumi arancioni in Alaska
Photo by newsanek – Pixabay

Questa situazione genera non solo un problema a livello di impatto estetico ma anche dal punto di vista ambientale.

La presenza di ferro nelle acque ne altera la composizione e, quindi, le caratteristiche chimico-fisiche, e ciò rappresenta, senza dubbio alcuno, una reale minaccia per i pesci e il loro habitat naturale.

Attraverso il canale ufficiale l’USGS statunitense ha dichiarato:

Le osservazioni suggeriscono che i tratti di corrente di colore arancione hanno concentrazioni di ferro più elevate, meno ossigeno disciolto e acqua più acida rispetto ai vicini corsi d’acqua limpida. La trasformazione dei corsi d’acqua da limpida a color arancione sembra riflettere un notevole deterioramento dell’habitat per macro invertebrati bentonici e pesci.

Il Salmon River: da fiume incontaminato a fiume arancione

Il Salmon River è un corso d’acqua che si snoda dalle cime innevate della Brooks Range, una catena montuosa situata nel nord dell’Alaska, negli Stati Uniti che fa parte delle Montagne Rocciose, estendendosi da ovest a est, dividendo il nord dell’Alaska dalla parte settentrionale della tundra artica.

Da sempre è definito uno dei fiumi più incontaminati dell’intero continente americano.

Quando l’autore John McPhee percorse il Salmon nel 1975, scrisse in “Coming into the Country:

l’acqua più chiara e pura che abbia mai visto scorrere sopra le rocce

Una legge sulla del 1980 lo ha designato come un fiume selvaggio e panoramico caratterizzato da “acqua di eccezionale limpidezza”, con pozze profonde blu-verdi luminescenti e “grandi flussi di salmoni chum e rosa“.

Tuttavia, ora il Salmon si sta letteralmente ossidando: i ruscelli affluenti lungo un terzo dei 110 chilometri del fiume sono ricchi di minerali di ferro ossidato e, in molti casi, acido.

Uguale destino per la maggior parte dei corsi d’acqua in tutta la Brooks Range ma anche in Russia e Canada.

La causa di questa situazione è comunque attribuibile al cambiamento climatico in atto.

La nostra domanda è immediata: si tratta di una situazione momentanea o dovremo dimenticare le acque limpide dei fiumi?

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