2023, clima e ambiente: progressi e speranze

Il 2023 si è concluso aggiudicandosi il poco invidiabile titolo, in termini di clima e ambiente, di “Anno più caldo della storia”.  Gli ultimi bilanci dell’ultimo anno hanno portato con sé immagini devastanti di incendi, alluvioni, siccità, segnali inequivocabili di un riscaldamento globale in pericolosa accelerazione. Ciononostante, l’ultimo anno è stato ricco di decisioni importanti per l’ambiente: non basteranno ad invertire la rotta, ma forse potrebbero rappresentare un segnale di cambiamento e un barlume di speranza.

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Cop28 2023: clima, ambiente e cambiamento energetico

Secondo i dati ufficiali resi noti da Era 5 di Copernicus si è registrata un’allarmante anomalia globale di +1,48°C rispetto ai livelli preindustriali, superando il precedente record del 2016 con uno scarto di +0,17°C, così come per le temperature medie nelle superfici marine e oceaniche, che hanno altrettanto superato i massimi assoluti registrati.  Il cambiamento, più che mai, risulta urgente ed inevitabile.

Una delle notizie più significative é giunta a metà dicembre, con la conclusione della Cop28, la conferenza ONU sul clima tenutasi a Dubai. Per la prima volta in 28 edizioni, nel testo finale si menzionano esplicitamente i combustibili fossili. Si sottolinea, dunque, l’urgenza di avviare una transizione per l’abbandono di carbone, petrolio e bas nel decennio in corso, da completare entro il 2050, e auspicando la triplicazione delle fonti rinnovabili installate e il raddoppio dell’efficienza energetica.

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Città europee nel 2023: pionieri della sostenibilità in clima e ambiente

A tal proposito, vale la pena sottolineare il successo delle città locali nel 2023, che con sforzi continui contribuiscono ad incarnare la speranza di un sistema socio-economico più ecologico. In particolare, 10 città europee sono state insignite del prestigioso marchio verde della Missione per le Smart Cities. Si tratta di un riconoscimento attribuito a chi si impegna e si è impegnato nello scorso 2023, maggiormente per il clima e l’ambiente, nelle iniziative di sperimentazione, di innovazione ecologica e di energia sostenibile. A livello globale, infatti, sono le città a rappresentare il 65% del consumo mondiale di energia e a generare oltre il 70% delle emissioni di carbonio. Allo stesso tempo, in Europa, sono proprio queste ultime a contribuire in misura maggiore agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

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Successo Ocean Cleanup nel Pacifico

E il mare? Ad aprile del 2023, l’organizzazione olandese Ocean Cleanup, specializzata nella pulizia su vasta scala degli oceani, ha dichiarato di aver rimosso con successo 2000.000 kg di rifiuti di plastica dalla Great Pacicif Gargabe Patch. Si tratta di un’isola di plastica situata nell’Oceano Pacifico, in cui si concentra un terzo dei 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che ogni anno inquinano i mari.

Svezia pioniere nel riciclo di plastica

Ma non terminano qui le buone notizie. In Svezia è stato inaugurato l’impianto Stile Zero, il più efficiente del mondo nel riciclare gli imballaggi in plastica, e in grado di smistare fino a 200.000 tonnellate di imballaggi all’anno, grazie all’utilizzo di telecamere a infrarossi in grado di distinguere con precisione 12 diversi tipi di plastica.

L’Unione europea e il diritto alla riparazione

Dal punto di vista giuridico, protagonista indiscussa l’Unione Europea.

A seguito dell’approvazione, ad ottobre, della bozza di modifica della regolamentazione comunitaria relativa al diritto alla riparazione, il Parlamento ha adottato la propria posizione negoziale sul medesimo argomento, aggiornando le normative esistenti sui prodotti difettosi con l’obiettivo di proteggere i consumatori. Ciò non solo agevola il processo per ottenere risarcimenti, ma contribuisce anche a ridurre le energie e le risorse impiegate nella produzione, contrastando il fenomeno dell’obsolescenza programmata e contribuendo a favorire la promozione dell’economia circolare.