Realizzare un fumetto: corso di disegno, dalla storia alla pratica

Il fumetto, al pari di un quadro o di una qualsiasi composizione artistica capace di esprimere il sentire dell’artista, è da considerarsi un’arte. Il fumetto inoltre è diventato nell’ultimo secolo una forma di comunicazione assolutamente originale, che usa l’icona per rappresentare la realtà, ma che si sviluppa sopratutto tramite la fantasia, sia di chi lo crea ma anche di chi lo legge.

L’arte del fumetto è definibile come forma letteraria che utilizza l’immagine grafica e la scrittura e avvalendosi di un supporto come la pagina vengono narrate storie attraverso l’immagine.

L’intera sequenza progressiva di disegni separati tra loro compongono una tavola, mentre il riquadro contenente la singola scena e’ chiamato vignetta.

Fumetto terminologia

Il fumetto è il termine italiano con cui indichiamo quest’arte, e deriva dal fatto che le parole compaiono in spazi definiti molto simili a sbuffi di fumo, che in lingua inglese si presentano con il termine di balloon.

Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, in Giappone vengono chiamati manga ossia “immagini buffe“, in Francia sono chiamati bande dessinée ossia “strisce disegnate“.


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Dove nasce il fumetto?

Sono diverse le nazioni che rivendicano la primigenitura del fumetto.

Così la Gran Bretagna con Charles Henry Ross creatore di “Ally Sloper” nel 1867.

La Francia con Georges Colomb creatore di “La famille Fenouillard” nel 1889.

La Germania con Wilhelm Busch creatore di “Max und Moritz” nel 1865.

La Svizzera con Rodolphe Topffer creatore di “Monsieur Jabot” nel 1833.

Gli Stati Uniti con Richard Outcault creatore di “Yellow Kid” nel 1895 e James Swinnerton con “Little Bears” nel 1892.

Tuttavia è opportuno puntare l’attenzione su Rodolphe Topffer, in quanto è nel 1827 che il maestro di scuola svizzero inizia la realizzazione dei “Sette racconti per immagini” successivamente stampati nel 1833. A conferma di questo, Gianfranco Goria, uno dei maggiori studiosi di fumetto scrisse:

“Circa le origini della Letteratura Disegnata e nello specifico del “fumetto moderno“, la data ufficiale è oramai spostata al 1827/1833, con la realizzazione e la stampa delle prime storie dello svizzero Topffer.”

La postazione di un fumettista

Molto importante prima di procede con questa esperienza, è considerare i fattori che sono al di fuori del disegno stesso, per cui farò una piccola introduzione.

Anzitutto l’ambiente deve essere tranquillo ed efficiente, la luce ha un ruolo fondamentale ed è preferibile quella naturale, ma se si necessita di luce artificiale è sconsigliata quella al neon.

Per quanto riguarda la posizione di tale luce è preferibile che viene sempre dal lato opposto della mano che disegna, evitando così di creare sul foglio zone di ombra. Inoltre è preferibile essere seduti comodamente vicini al tavolo da disegno, su una sedia regolabile, in modo da trovare il comfort giusto per procedere al disegno.

Il tavolo da disegno è disposto in maniera inclinata, in quanto se fosse di inclinazione nulla, il disegno apparirebbe deformato, in questo modo invece, il foglio viene visto verticalmente e quindi senza alcuna deformazione prospettica.


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Accanto al tavolo di lavoro è necessario un piano d’appoggio dove tenere tutto l’occorrente per disegnare.

Disegnare un fumetto: materiale occorrente

Carta

Le cose che servono per procedere alla creazione del fumetto non sono molte e nemmeno costose, iniziamo dalla carta che è utile oltre che per il disegno in se, anche per tirare i pennelli e per fare prove di disegno.

Matite

Strumento essenziale è la matita, ne esistono di vari tipo a seconda delle caratteristiche di durezza e di composizione della mina, il loro uso dipende dalla mano del disegnatore. Direi di provarle tutte e scegliere quella più adatta in base alle nostre esigenze.

La punta della matita deve essere sempre perfetta per cui è necessario un temperamatite.
Inoltre quando si disegna vi è la necessità anche di cancellare e a tale scopo usiamo come gomma, la gomma pane, ottima per cancellare rapidamente e rimuove tracce di matita dal foglio.

Pennini

Passiamo ora ai pennini, ne esistono diversi a seconda della punta:

  • il pennino di tipo duro, che non permette una grande ricchezza di tratti ma è facile da usare.
  • il pennino di tipo morbido, traccia linee più chiare permettendo una maggiore variabilità di tratto.

Il pennino duro è usato sopratutto per il tratteggio, molto importante nell’arte del fumetto.

Inoltre a fine disegno, bisogna dedicarsi alla pulizia, che viene eseguita grazie ad un panno umido.

Pennelli e colori

Passiamo ai pennelli, ne esistono di varie dimensioni, dai più fini ai più spessi, ed i migliori sono quelli di pelo di martora.

Il pennello permette di disegnare un tratto variabile a seconda del suo spessore, i più sottili “0″ e “1″ sono indicati per l’uso della china, mentre gli altri per l’acquerelli o la tempera.

China

Il tipo di china che consiglio, è il nero perla, che si trova facilmente in una qualsiasi cartoleria, ma consigliato sopratutto perché è un colore che quando è asciutto mantiene intatta la sua brillantezza.

inchiostro-china

Accessori vari

Il rapidograph e il righello servono per tracciare i riquadri della vignetta e più in generale le linee rette di un disegno.

La tempera bianca corregge gli errori fatti con il pennello, se ne mette sulla tavolozza una piccola quantità e poi si richiude subito il tubetto.
Vi dovete infine procurare una squadra da 45 e 65 gradi e un compasso.

Storia del fumetto: Definizione di fumetto di Topffer e McCloud

Topffer, iniziatore del fumetto, diede una prima definizione di quell’originale mezzo di comunicazione:

Fare letteratura per immagini non vuol dire servirsi di un mezzo per esprimere un’idea grottesca, ma non vuol dire neanche rappresentare una storiella o un motto. Significa invece l’invenzione totale di un fatto per cui singole parti disegnate, messe una accanto all’altra, rappresentano un tutto

e nella prefazione a M. Jabot

I disegni senza il testo non avrebbero che un significato oscuro; il testo senza i disegni non significherebbe nulla

scott-mc-cloud

Mentre successivamente il fumettista McCloud, che può essere definito un teorico del fumetto, descrisse il fumetto come: “Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore».

In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un’era che privilegia l’immagine sopra tutto.

Nato inizialmente per un pubblico adulto, successivamente è divenuto territorio per l’infanzia, ed è poi ritornato ad essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile e nonostante l’espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, come la televisione, la radio e internet, ancora oggi accompagna il vivere quotidiano di molte persone.

Corsi di illustrazione e il fumetto in Italia: Esempio di Macerata

Corsi di illustrazione e scrittura al master in editoria sul versante alta formazione, dai seminari in editoria alla rassegna estiva di “Libriamoci Mostra Internazionale di Illustrazione” a Macerata con i più noti artisti internazionali da lunedì 23 giugno in un no stop fino al 9 agosto con un ricco calendario.

Macerata diviene una piccola capitale dell’illustrazione per l’infanzia grazie alla varietà dei corsi estivi di illustrazione (corsi base, liberi, perfezionamento), la presenza dei più autorevoli esponenti delle varie tendenze dell’illustrazione internazionale e del fumetto d’autore (Innocenti, Valentinis, Tessaro, Montanari, Ghermandi, Cneut, Chessa, Evangelista, Negrin, Cantone, Konstantinov, Zabala, Blanco).

L’ingresso ai seminari è libero, ma vi è necessità di effettuare una prenotazione, inoltre si svolgeranno presso la biblioteca centrale dell’Università di Macerata. I Seminari saranno tenuti dai responsabili di prestigiose case editrici:

Mauro Speraggi (Artebambini), Andrea Pestalozza (Nord-Sud / Ape Junior), Giovanna Zoboli – Paolo Canton (Topipittori), Ginevra Viscardi (Edizioni Arka), Fausta Orecchio (Orecchio Acerbo), Carlo Gallucci ( Gallucci Editore), Corrado Rabitti (Zoolibri).

Sophia Trozzo
  • Laurea in scienze politiche 2011
  • Double Minor in Philosophy/Political Science 2013
  • University of Toronto - Ontario Institute for Studies in Education 2015
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